Finisce la corsa del ciclista Stefanile, positivo a otto sostanze
L’onda lunga del doping travolge anche il mondo dilettantistico. Lunedì scorso la procura antidoping di Roma ha emesso dieci deferimenti con il ciclismo a fare la parte del leone. Ha destato scalpore il deferimento di Carmine Stefanile, cicloamatore di 45 anni risultato positivo a ben otto sostanze dopanti (efedrina, desametasone, oxilofrina, mesterolone, metilprednisolone, stanozololo, hCG e testosterone). Il caso di Stefanile è emblematico: ex nazionale di mountain bike passato ai dilettanti, nel 2008 è divenuto campione italiano nella categoria M4 dominando anche diverse gran fondo.
Le sue prestazioni recenti, con distacchi abissali sui secondi arrivati, avevano destato forti perplessità nell’ambiente. «Ho anche litigato con il suo procuratore», spiega al quotidiano DNews l’avvocato Stefano Pecchia, presidente della società Costiera Sorrentina con cui il ciclista era tesserato. La squadra organizza anche il Giro della Penisola Sorrentina, stravinta nel 2008 proprio da Stefanile. «Non voglio fare il finto tonto – prosegue Pecchia – io gli chiedevo informazioni, ma lui mi rispondeva di stare tranquillo».
La storia passata di Stefanile è burrascosa: «Il carattere difficile ha finito per estrometterlo dai professionisti poi è arrivata una squalifica di sei mesi per dei valori anomali. A questa è seguito uno stop di un anno per un mancato controllo, mentre la squalifica più lunga, di cinque anni, gli è arrivata addosso perché ha voluto gareggiare prima che finisse il periodo di interdizione». Stefanile ha già parlato con il procuratore antidoping Torri, a cui ha ammesso tutte le sue colpe ed ora rischia una squalifica a vita per la reiterazione dell’infrazione.
5 novembre 2008