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Gazzoni Frascara ci crede: "Su Calciopoli i magistrati faranno giustizia"


Sabato è iniziato a Napoli il processo a Calciopoli e se ne vedranno, forse, delle belle. L’ex proprietario del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara, da sempre accusatore del mondo del calcio, torna alla carica: «Dal punto di vista patrimoniale mi sento vittima di Calciopoli, dal punto di vista personale no. Sono l'unica persona offesa indicata dalla sezione antimafia del tribunale di Napoli e mi sono costituito parte civile. La Federazione e la Lega hanno fatto lo stesso ma perché? A chi chiedono i danni? Ai propri associati? E poi non capisco perché la Juventus non ha fatto un'azione di responsabilità contro Moggi e Giraudo che hanno condannato questa gloriosa società alla serie B. Penso che nel corso dei procedimenti tutto questo verrà chiarito».

Gazzoni Frascara torna a parlare dello scandalo ai microfoni di Radio anch’io lo sport. Nuove intercettazioni parlano di condizionamenti messi ancora in atto da Moggi nel mercato calciatori. «I nuovi condizionamenti di Moggi non mi sorprendono, si mormora che lavori sull'estero ed è strano che Figc non abbia portato il deferimento a livello europeo. Ma mi sono poi chiesto chi pagherà poi i danni. Un conto è costituirsi parte civile, un conto è il penale. Se saranno condannati anche ad un mese o venti giorni di carcere rimane il fatto del danno civile, e chi paga? Se lo Stato ha chiesto 120 milioni di euro, perché Calciopoli ha distrutto l'immagine del Paese, mi domando chi pagherà. Io credo che si arriverà sommando tutti quanti intorno al miliardo di euro».

Gazzoni Frascara spiega poi di non aver mai voluto lo stop del campionato: «Non ho chiesto la sospensione del campionato, è una interpretazione che è stata fatta. Io dico che la Figc deve garantire l'equità del campionato e questo fa parte dello statuto. Io mi domando se ci sono delle squadre che devono pagare milioni di euro ad altre squadre, che equità di campionato c'è? Quelli che saranno riconosciuti parte civile potranno chiedere i provvedimenti conservativi a chi ritengono essere i colpevoli: Moggi e Giraudo fanno riferimento alla Juve, avevano pieni poteri, così come i fratelli Della Valle alla Fiorentina, si possono chiedere provvedimenti di cautela ed il campionato si congela. E' tutto bloccato. Se la parte civile chiede il congelamento dei diritti televisivi o dei diritti pluriennali dei calciatori, cosa succede? E' tutto bloccato, a meno che non paghino, ma chi paga?», si chiede ancora l'ex patron del Bologna.

«Il danno patrimoniale è di due tipi, uno personale e uno che ha avuto la finanziaria che controllava il Bologna. Il danno che ho subito è doppio. Sono stato retrocesso sul campo da Calciopoli - spiega Gazzoni Frascara - tanto è vero che non hanno dato il titolo sportivo, poi preso dall'Inter in seconda battuta, ma il campionato è stato considerato regolare. Poi le retrocessioni sono state confermate in un campionato tarocco, quindi la retrocessione del Bologna non è valida. Secondo punto: il ripescaggio del Bologna, che non c'entra con Calciopoli, è avvenuto per degli illeciti molto gravi che saranno esposti alla giustizia ordinaria di tipo civile. Ci sono cose molto gravi».

«Qualche amico nel calcio mi è rimasto – continua Gazzoni Frascara - qui è una questione di giustizia. Bisogna che i giudici valutino le situazioni ed emettano delle sentenze. Io credo che il processo rimarrà a Napoli. Roma è un po’ un porto delle nebbie, però è un tribunale che funziona. Se rimane a Napoli con i due pm che ho sentito ieri, non credo ci sia tanta possibilità di non trovare giustizia. Poi si tratta di fare la causa civile che ci mette tre anni e mezzo».

Gazzoni Frascara è intenzionato ad andare avanti e non lo spaventa nulla. «Non ho mai ricevuto minacce, ci ho pensato, ma non è successo. Io non mi fermo. Se siamo nella seconda Repubblica del calcio? Fino a quando la giustizia sportiva è all'interno delle singole Federazioni questi casi si possono ripetere. Tutte le Federazioni dovrebbero creare un nuovo settore di giustizia sportiva distaccato dalle federazioni. Oggi siamo ad una Repubblica e mezzo, non è stata fatta una separazione tra giustizia sportiva e federazioni, però qualcosa è stato fatto. La giustizia va separata dalla federazione che organizza direttamente o indirettamente un giro d'affari di 10 miliardi di euro e possono essere controllati da 7-8 persone, per questo va separata. Ho 72 anni, ho fatto 12 anni di calcio - conclude Gazzoni - non tornerò alla presidenza del Bologna. Seguirò i processi ma non ho intenzione di tornare nel calcio».

17 dicembre 2007



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