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Gazzoni vuota il sacco: "ecco tutta la verità sul calcio italiano"


"Chiederò un risarcimento di 70 milioni di euro in solido alla Federazione, al Coni, alla Reggina, all'Agenzia delle Entrate e ai membri della Covisoc e Coavisoc". Queste le dichiarazioni di Giuseppe Gazzoni Frascara, ex proprietario del Bologna Calcio, rilasciate ieri sera nel corso della trasmissione di Antenna 3 Lunedì di Rigore.

"In 12 anni - spiega Gazzoni - ho perso 70-80 milioni di euro facendo il presidente del Bologna. Il boom dei diritti tv ha portato i contratti dei giocatori a prezzi elevatissimi. Il tutto nasce dalla nomina di Carraro in Lega. Fu promesso alla Serie B un contributo annuo di 200 miliardi delle vecchie lire. A discapito della serie A. Così si vedevano giocatori lasciare squadre di serie A per andare in B, pagati dai soldi della A". Gazzoni entra nel dettaglio e accusa Sky: "Carraro avrebbe garantito l'asse Milano-Torino. Sky fa la classifica del campionato. I diritti televisivi stabiliscono chi vince il campionato".

Gazzoni ricostruisce lo scenario di 5-6 anni fa: "Io accusai la Roma di non pagare l'Irpef. Ed era vero. Venne a Bologna e ci rifilò 4 gol. L'anno dopo, pagando l'Irpef, perse. Non pagando 30-40 miliardi di Irpef, il gioco cambia. Significa dimezzare i costi. Nessuno controllava. La Federazioni ha la Covisoc e la Coavisoc che dovrebbero controllare. Invece passava tutto. Denuciai questa cosa e finii sulla black list di tutti quanti. Lotito ha spalmato il debito di 140 miliardi di lire su 32 anni. L'hanno tenuta in piedi".

Gazzoni poi fa riferimento all'inchiesta di Calciopoli: "Vedo il ministro della Giustizia Mastella che va in vacanza con un indagato per associazione a delinquere (Della Valle n.d.r.). Bisognerebbe istituire la giustizia sportiva separata dalla federazione. Guardate cosa è successo nel basket. In Federazione in una porta c'è chi gioca e di fianco c'è chi giudica: non è possibile. E' fatale che la giustizia sportiva abbia clemenza nelle sentenze".

L'ex patron del Bologna è un fiume in piena: "La Reggina ha presentato una fideiussione falsa. Carraro dice che doveva sorvegliare la Covisoc. Ma la Covisoc è un braccio della Federazione. Quindi la Federazione ha iscritto la Reggina, secondo me, perché aveva un ampio numero di giocatori Gea. Come mai il Messina è stato salvato? Per i giocatori Gea. Galliani non aveva nessun bisogno di trafficare con gli arbitri. Aveva un mecenate alle spalle che lo copriva. Così come Moratti. Giraudo alle spalle non aveva tutti quei soldi e ha provato con un abilissimo direttore sportivo, Moggi, di giocare la sua partita anche attraverso i rapporti arbitrali".

Gazzoni spiega così il suo sfogo: "Non potevo parlare prima. Fino al rinvio a giudizio non potevo dire quello che avevo detto ai pm di Napoli. La mia nomina come unica parte offesa non credo sia dovuta a un mio potere seduttivo. Con la giustizia penale dell'antimafia non si scherza. Chiederò un risarcimento di 70 milioni di euro alla Federazione, al Coni, alla Reggina, all'agenzia dell'entrate, ai membri della Covisoc e Coavisoc. Ho avuto un danno penale (sono stato buttato fuori dal campionato dopo Calciopoli) e uno civile (non sono stato reiscritto al campionato).

Ma Gazzoni faceva il bravo nell'epoca di Calciopoli? "Non parlavo mai con gli arbitri. Cipollini (il presidente del Bologna, di cui Gazzoni era proprietario ma non presidente, n.d.r.) ci parlava. Mi ricordo Pieri che diede una punizione Bologna-Juve, il giovane Elkann ci disse Mi vergogno di vincere così. Secondo me l'avvocato Gianni Agnelli non sapeva dell'operato di Moggi e Giraudo. Non so se Umberto Agnelli sapeva tutto quello che faceva Moggi. Una volta mi disse Moggi è un male necessario.

Una considerazione infine su Calciopoli: "Le 18 squadre considerate a Napoli parte lesa devono chiedere, per la clausola compromissioria, il permesso alla Federazione per agire in ambito penale. Come potrà la Federazione dare questo permesso? La Federazione si costituirà parte civile contro Franco Carraro? Secondo me c'erano altre squadre che andavano colpite a livello sportivo. Servivano più retrocessioni in Serie B".

11 settembre 2007



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