Giochi invernali, esclusi 30 atleti per doping: non ci sono italiani Trenta atleti che avrebbero potuto partecipare ai Giochi Olimpici di Vancouver sono stati invitati a restare a casa dopo essere stati trovati positivi a test antidoping. Lo ha annunciato oggi l'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada), che alla vigilia dell'apertura di Vancouver 2010 ha tenuto una conferenza stampa a Vancouver per fare il punto dei controlli antidoping.
«A 30 atleti è stato proibito di partecipare ai Giochi da parte delle rispettive Federazioni» ha comunicato il direttore della Wada, John Fahey.
Fahey non ha fornito ulteriori dettagli sulla vicenda, né ha reso note le nazionalità degli atleti coinvolti. Non ci sono comunque italiani tra i 30 atleti risultati positivi.
Lo ha detto all'ANSA il portavoce del Coni, precisando che «né ad atleti né a dirigenti azzurri è stata fatta alcuna comunicazione in merito a questa vicenda».
Prima delle Olimpiadi estive di Pechino 2008 furono 70 gli atleti a cui venne vietato di partecipare ai Giochi perché risultati positivi a test antidoping.
A tutt'oggi a Vancouver sono stati effettuati, su iniziativa del Comitato Olimpico Internazionale, 554 controlli: 407 condotti su campioni di urina, e 147 su campioni di sangue. Secondo quanto riferito da un portavoce del Cio, Mark Adams, non si hanno notizie finora di test positivi.
11 febbraio 2010
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