Gli allegri artifici di mercato del Messina: il presidente Franza a giudizio E' stato chiesto ieri il rinvio a giudizio per il presidente del Messina, Pietro Franza, per l'ex presidente Emanuele Aliotta e per il responsabile della società sportiva "Eta Beta", Josè Villari. L'udienza preliminare è stata fissata per il 25 ottobre. L'inchiesta riguarda il doping amministrativo ed era stata avviata dalla Procura di Roma nel 2004 sulle società di A e B. La parte riguardante il Messina era stata trasmessa per competenza territoriale al sostituto procuratore Vito Di Giorgio.
Secondo la Guardia di finanza, tra il 2001 e il 2006, i bilanci della società calcistica peloritana sarebbero stati gonfiati con il ricorso a plusvalenze e false fatturazioni. La Roma, ad esempio, secondo gli inquirenti, avrebbe acquistato dal Messina il portiere della squadra Primavera, Giambruno, in cambio del centrocampista Guastella per 5 milioni di euro, ma nella capitale Giambruno non ha mai giocato, pur figurando il suo acquisto nei registri contabili della Roma Calcio.
Tra luglio e agosto 2003 il Messina avrebbe ceduto i giocatori Corona, Docente, Molino, Portanova e Princivalli, ma il ricavato delle vendite - un totale di 927 mila euro - sarebbe stato inserito nel bilancio relativo all'esercizio precedente che scadeva il 30 giugno. Un artificio contabile per alterare i bilanci. Dalle verifiche contabili della Guardia di Finanza, la società giallorossa siciliana avrebbe ottenuto contributi dalla Lega Calcio: uno di 676 mila euro nel 2004, l'altro di 540 mila euro nel 2006, somme che la Lega non versò mai al Messina (da Repubblica.it).
29 settembre 2007
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