Hockey su ghiaccio, è mistero sulla morte di Darcy Robinson: l'autopsia esclude infarto e aneurisma
E’ stata eseguita oggi l’autopsia sul corpo di Darcy Robinson ed è mistero sulle cause della sua morte. Il 26enne giocatore di hockey su ghiaccio dell’Asiago è deceduto giovedì 27 settembre pochi minuti dopo l’inizio della partita Asiago-Renon, valida per la prima giornata del campionato italiano. In un primo momento si era parlato di infarto e successivamente, vista la dinamica del decesso, di aneurisma. Dalle prime indiscrezioni che trapelano però gli esami clinici escluderebbero sia l’infarto sia l’aneurisma.
Il cuore di Robinson non presenta infatti lesioni di alcun genere. L’autopsia è stata condotta dal professor Gaetano Thiene, direttore della clinica di cardiologia dell’Università di Padova, e dal professor Santo Davide Ferrara, direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova, e responsabile dell'Unità operativa tossicologica e antidoping, entrambi nominati dal pm Giovanni Parolin. A questo punto ulteriori esami verranno condotti dai due medici, in particolare dal professor Ferrara, che condurrà una serie di prove tossicologiche sul tessuto cardiaco prelevato dal corpo del giocatore.
Tra le possibilità ancora aperte che verranno approfondite dal professor Thiene, anche quella di una malformazione congenita. La presenza di questi due luminari, entrambi docenti universitari, dà l'idea di come per questa tragica vicenda la Procura di Bassano, non voglia lasciare nulla al caso.
Da un'ispezione condotta nei giorni scorsi nella casa del giocatore, situata in via Battaglione 7 Comuni, ad Asiago, non è stato trovato nulla di rilevante (un altro controllo era stato effettuato nella tarda serata di giovedì nella sede del club altopianese e negli spogliatoi), così come le immagini, già visionate, escludono che il giocatore, appena entrato in campo, possa avere subìto colpi in una fase di gioco.
01 ottobre 2007