I giudici scrivono: "Ostilità nei confronti delle autorità dopo la morte di Sandri"
Parla di ostilità nei confronti dell'autorità “non accettabile neanche nella concitazione del momento” la prima sentenza di condanna emessa per il corteo che l'11 novembre scorso si snodò tra il piazzale dello stadio di San Siro e le vie del centro di Milano per protestare contro l'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, fatto definito “evento funesto” nelle motivazioni della sentenza, depositate nei giorni scorsi dal giudice di Milano Pierangela Renda.
Il 20 novembre quel giudice ha condannato in rito abbreviato a 8 mesi di reclusione e 8 mila euro di multa Riccardo Colato, giovane tifoso dell'Inter accusato di aver violato il Daspo, ovvero il decreto amministrativo che vieta di avvicinarsi agli stadi. Quel “corteo violento” di tifosi, non autorizzato, “sin da subito ha dato luogo ad atti di violenza e danneggiamento contro immobili delle forze dell'ordine”, con una serie di episodi che dimostrano “un'ostilità nei confronti dell'autorità non accettabile neanche nella concitazione del momento, dovuta all'evento funesto occorso poco prima in Arezzo”, scrive ancora il giudice.
Per Colato, riconosciuto in alcune immagini davanti alla sede della Rai in corso Sempione in mezzo agli altri tifosi, l'avvocato Alessandro Fuochi aveva chiesto l'assoluzione.
5 gennaio 2008