Il ciclismo prepara le contromosse sul doping: in arrivo il passaporto del sangue
Il vertice sul ciclismo previsto per il 22 e 23 ottobre a Parigi dovrebbe accelerare l'utilizzo del 'passaporto' del sangue, metodo biologico appropriato gia' in prova da diversi mesi e che potrebbe essere utile a scovare chi imbroglia al Tour de France del 2008. Diversi responsabili dell'agenzia mondiale antidoping (Wada), a cominciare dal presidente Dick Pound e dal suo vice Jean-François Lamour, hanno definito questo tema come la pietra miliare del vertice organizzato dal ministero francese della Salute e dello Sport.
''E' l'argomento principale che noi abbiamo inserito insieme al ministro della Salute Roselyne Bachelot'', ha spiegato Pound, che in luglio, mentre veniva alla luce l'ennesimo scandalo doping al Tour de France, fu il primo a proporre questo tipo di riunione.
L'Unione ciclistica internazionale lavora da molti mesi alla creazione di questo passaporto destinato a contenere i valori sanguigni di un corridore e a definire il suo valore personale superato il quale incorrera' i una infrazione. Oggi ad esempio l'ematocrito normale e' stato fissato a 50, ma in un individuo il cui ematocrito naturale e' 40 un livello di 49 sarebbe rivelatore della presenza di doping. Questo passaporto individuale in qualche modo ricalca quello che la federazione italiana di ciclismo sta facendo da anni con un lavoro di base sui giovani: una mappatura personale dei dati biologici per seguire la crescita e le eventuali anomalie dei corridori.
23 settembre 2007