Il doping si diffonde anche tra i disabili, l'ultimo positivo è il fuoriclasse La Barbera L’ultimo caso eclatante è la squalifica di due anni inflitta dal Tribunale antidoping dell’Iwas (International Wheelchair and Amputee) a Roberto La Barbera, punta di diamante della nazionale azzurra di atletica leggera, più volte sul podio fra mondiali e paralimpiadi. Il campione, trovato positivo allo stanozololo, uno steroide anabolizzante, dopo gli Europei del 2009, ha annunciato l’intenzione di ricorrere al Tas, il Tribunale dell’arbitrato sportivo di Losanna. «Lo devo ai miei figli - ha detto - non voglio che questo sia l’ultimo ricordo della mia carriera sportiva». Ma la sua storia, al di là delle sentenze sportive, denuncia un fenomeno in crescita tra gli atleti disabili.
Secondo i dati della Commissione antidoping del Comitato italiano paralimpico, infatti, sono 24 gli azzurri che nelle ultime paralimpiadi sono risultati positivi ai test antidoping. In particolare, a Sidney 2000 su 643 controlli 14 sono stati i casi riscontrati, mentre ad Atene 2004 su 680 ne sono risultati 10. A Pechino e Vancouver, invece, non ci sono stati casi di positività. Va aggiunto, però, che nel corso delle ultime paralimpiadi invernali, un atleta della formazione svedese di curling in carrozzina, Glenn Ikonen, fu trovato positivo ai betabloccanti dopo aver assunto un farmaco per controllare la pressione sanguigna. Gli fu però riconosciuta la buona fede (l’intento era curativo e sotto consiglio medico) e, pur rischiando due anni di squalifica, fu poi condannato solo alla pena di 6 mesi di sospensione dalle gare.
Come spiega il professor Antonio Spataro, che presiede la Commissione del Cip, «il doping al di là dei controlli durante le manifestazioni ufficiali, esiste e sta crescendo perché stanno crescendo i guadagni legati alle prestazioni. A mio avviso il fenomeno è sottostimato, anche perché dei casi di doping non si parla molto, i mass media si interessano poco allo sport paralimpico e quindi anche al doping all’interno di esso».
Per contrastare l’assunzione di sostanze dopanti il Cip sta incrementando le verifiche sui suoi tesserati. «Facciamo controlli a tappeto a tutti gli atleti e per mia decisione vengono fatti a sorpresa - aggiunge- spesso si sospende la somministrazione di dopanti prima della gara, per questo andiamo agli allenamenti e a casa. Negli anni di lavoro della Commissione, a partire dal 2005 quando operava sotto il controllo del Coni, abbiamo scoperto 5 casi italiani, nell’atletica, nel ciclismo, nello sci. Sembrano pochi perché siamo una realtà paralimpica piccola, ma anche un caso all’anno è cosa significativa. Il fenomeno esiste e va tenuto fermamente sotto controllo».
Pagine correlate Doping
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Il doping si diffonde anche tra i disabili, l'ultimo positivo è il fuoriclasse La Barbera '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Spysport scrivere all'indirizzo email spysport@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Doping Paralimpiadi Approfondimenti
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|