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Il missile di Fanini: "Liquigas e Diquigiovanni Selle Italia hanno rapporti col dottor Ferrari"

I team Liquigas e Diquigiovanni Selle Italia hanno effettuato delle "losche preparazioni" prima delle rispettive vittorie nella Classica di San Sebastian e nel Giro dell'Appennino allenandosi tra Livigno e Saint Moritz con divise completamente nere, "senza nemmeno una scritta per non essere riconosciuti".

Lo afferma in una nota Ivano Fanini, patron della formazione Amore & Vita-McDonald's, che a nome della squadra "ma anche di tanti sportivi si rivolge a Paolo Dal Lago e Gianni Savio, numeri uno rispettivamente di Liquigas e Diquigiovanni Selle Italia". Saint Morritz è il nuovo domicilio del noto dottor Michele Ferrari, messo all’indice della federazione medici sportivi (FMSI) e coinvolto in vicende poco chiare legate a trattamenti farmacologici su numerosi atleti.

"Ho sempre preteso che i miei corridori onorassero i colori e gli sponsor delle mie squadre, allenamenti compresi. Addirittura dalle ultime due stagioni - scrive Fanini - ho obbligato ad usare il casco ufficiale della squadra anche in allenamento. Quando c'era da ricordare la memoria di qualche caro scomparso, abbiamo corso in gara con la fascia di lutto al braccio".

Il patron di Amore e Vita incalza: "Dal Lago e Savio mi devono spiegare perché i loro corridori (e non sarebbero solo gli atleti di queste due squadre) in momenti così problematici per il ciclismo con in testa Leonardo Bertagnolli, recente vincitore della prova Protour San Sebastian e Alessandro Bertolini, del Giro dell'Appennino, hanno preparato tali vittorie tra Livigno e Saint Moritz (nelle zone dove abita il sempre discusso dottor Ferrari) completamente vestiti di nero a lutto, bici compresa e senza nemmeno una scritta per non essere riconosciuti".

Fanini, osservando come questo comportamento costituisca "perfino una violazione degli obblighi previsti nei contratti con la propria squadra", aggiunge: "Eppure tali corridori sono ben retribuiti dalle loro formazioni ed i loro sponsor sono degni di essere pubblicizzati anche in allenamento. Forse portano in giro l'immagine a lutto che merita il ciclismo attuale", conclude, "ridotto a questi livelli anche per colpa di queste losche preparazioni".

Fanini, contattato telefonicamente dall'agenzia APCom, ha chiarito di avere appreso degli allenamenti di Liquigas e Selle Italia da una fonte che preferisce mantenere anonima: "Ci sono corridori che vanno in altura per allenarsi, ma ci sono anche quelli che vanno lissù a fare un tipo di lavoro vergognoso. E' una questione di gravità immensa - ha spiegato il patron di Amore e Vita - se una cosa del genere accadesse a me chiuderei la squadra. Mi domando come possa la Liquigas, anche con i problemi che hanno per la questione legata a Danilo Di Luca, mandare i corridori lissù, tutti vestiti di nero per non farsi riconoscere da eventuali controlli a sorpresa o per non essere notati entrando magari nell'appartamento di Ferrari".

Una denuncia forte, quella di Fanini. Timori? "No, in undici anni che faccio denunce ho perso solamente quando l'Uci mi condannò per avere licenziato dei corridori ed un meccanico coinvolti nel doping. L'Uci - ha incalzato - mi condannò perché ero uno da eliminare, un rompiscatole. Ora loro hanno cambiato fronte ma io ho sempre tanto da perdere. Faccio questo tipo di lavoro perché amo il ciclismo pulito e se c'è stato qualche miglioramento lo si deve solo a me".

Ora, con questa nuova denuncia, Fanini si ritrova in prima linea e si dice "pronto" a collaborare con la Procura Antidoping del Coni nell'eventualità di una sua convocazione. "Quei corridori sono andati lì perché c'è Ferrari. Ora, con il caos legato al team Astana, lui se ne sta a casa sua e non si muove. Così - dice ancora Fanini - i corridori di poco conto devono andarlo a cercare, da neutri. Sono cinquant'anni che faccio ciclismo e di cose ne so. So anche che devo fare casino per far cambiare qualcosa. Nel calcio ci ha provato Zeman ed è stato messo al muro, nel ciclismo ci sono io. Cinque corridori passati per le mie squadre poi sono morti. Come faccio a starmene fermo?".

09 agosto 2007


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