Il monito della Wada: chi non combatte il doping va fuori dalle Olimpiadi
Attenti a non rispettare le regole dell'antidoping, perché si rischia l'esclusione dalle Olimpiadi di Pechino: senza fare i nomi né degli sport né della nazioni, Dick Pound direttore uscente dell'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) invia un messaggio alle une e alle altre. "Tutti hanno avuto tempo a sufficienza per recepire le norme del nostro nuovo codice - ha spiegato Pound - non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, ma c'è chi ha ancora una lunga strada da fare, e se dovessimo decidere oggi starebbero fuori dai Giochi. Se la
situazione resta così anche nel nuovo anno, la cosa si farà più seria".
Pound ha poi aggiunto che la sua agenzia ha stilato un rapporto preliminare, dal quale risulta che "mentre molte organizzazioni sono coinvolte attivamente nella lotta al doping, ce ne sono altre che non se ne curano: tutti dovrebbero essere consapevoli dei rischi, che arrivano fino alla mancata partecipazioni alle Olimpiadi".
Nella nuova lista di sostanze proibite stilate dalla Waada, compaiono anche le cosiddette Sarms, recettori selettivi androgeni: si tratta di una famiglia di molecole non steroidi il cui effetto è identico a quello degli anabolizzanti. Messe al bando anche le endovene, se non per gravi motivi medici.
25 settembre 2007