Il Tas non perdona: confermate le squalifiche agli sciatori austriaci
Il Tas di Losanna ha respinto l’appello dei tre sciatori di fondo della nazionale austriaca Johannes Eder, Jürgen Pinter e Martin Tauber. Parzialmente accolto invece il ricorso di Roland Diethart, anch’egli fondista austriaco.
Durante i Giochi Olimpici invernali di Torino 2006, la sera del 18 febbraio, la polizia italiana entrò nelle stanze dei quattro atleti a Pragelato e sequestrò siringhe, aghi, sacche per il sangue, bottiglie di soluzioni saline e un misuratore di emoglobina. Dopo la conseguente inchiesta il Cio ha squalificato i quattro sciatori dalle gare a cui avevano partecipato e li ha esclusi a vita dalle future Olimpiadi con qualsiasi incarico. Eder, Pinter, Tauber e Diethart sono poi stati squalificati per due anni dalla federsci mondiale.
Nel maggio 2007 i quattro hanno fatto ricorso al Tas contro la decisione del Cio e il Tribunale arbitrale di Losanna li ha ascoltati, con i loro legali, lo scorso 1, 2 e 5 novembre. La commissione che ha esaminato il caso ha confermato la decisione del Cio per Eder, Pinter e Tauber ritenuti colpevoli di “possesso di metodi proibiti” e “complicità nella violazione della normativa antidoping”. Johannes Eder è stato ritenuto colpevole, inoltre, di “uso di metodi proibiti”.
Diethart è stato giudicato colpevole delle stesse prime due violazioni, ma la sua squalifica dai Giochi Olimpici è stata ridotta alla sola edizione del 2010. Il Tas ha infatti rilevato che Diethart è stato chiamato dalla nazionale autriaca come rimpiazzo e aveva perciò raggiunto Pragelato, dove si trovavano i suoi tre compagni, soltanto il giorno precedente l’irruzione della polizia italiana. Il suo ruolo è stato così considerato quello di un complice piuttosto che di principale colpevole.
4 gennaio 2008