In arrivo la salma di Simoncelli: magistratura in allerta e Corsi accusa le moto attuali «Si teme che, all'arrivo della salma di Marco Simoncelli all'aeroporto di Fiumicino, previsto domattina alle 7, la magistratura ne disponga il sequestro per ulteriori accertamenti». Lo ha riferito il Comune di Coriano (Rimini). Se non vi dovessero essere disposizioni della magistratura italiana, la salma di Simoncelli arriverà a Coriano domani intorno alle 15 e, come chiesto dalla famiglia, sarà sistemata in una camera ardente strettamente privata. Mercoledì mattina, sempre se la famiglia lo deciderà, la salma del pilota morto a Sepang dovrebbe essere trasferita al Teatro Comunale per una camera ardente pubblica. Questo fino a giovedì mattina quando ci dovrebbero essere i funerali.
«C'è ancora molta incertezza - riferisce il commissario prefettizio del Comune, Maria Cristina Rizzo - perché giustamente la mamma di Marco sta aspettando di poter parlare col padre per poter prendere insieme le decisioni. In questo momento le istituzioni sono a completa disposizione della famiglia. Cerchiamo di dare il massimo appoggio e sostegno, così proprio questa mattina abbiamo tenuto una riunione con la polizia municipale per stabilire i percorsi a senso unico per il giorno del funerale». Il centro storico di Coriano dove si trova la chiesa di San Maria, dove si terranno i funerali, sarà probabilmente chiuso, e fuori dalla chiesa verranno sistemati dei maxischermo per far seguire la funzione a quanti non potranno entrare.
Intanto l'ex compagno di squadra di Simoncelli ai tempi della Gilera, il romano Simone Corsi, appena tornato in Italia non smette di pensare a quello che è accaduto in Malesia. Corsi, vicecampione del mondo della 125 nel 2008, che è oggi impegnato nella Moto2 con una FTR del Team Ioda, ha diviso la squadra con lo sfortunato pilota di Coriano nel 2006. Con Simoncelli c'è sempre stato un ottimo rapporto anche perché i due si erano confrontati prima nelle minimoto e poi nel mondiale.
«Faccio per prima cosa le condoglianze alla famiglia di Marco - ha detto Corsi - ma tutti sappiamo quanto il nostro sia uno sport pericoloso. Solo che queste cose non succedevano quando correvamo con le 2 tempi. Da quando ci sono queste 4 tempi è più normale vedere moto che "rientrano" in pista».«Anche nella gara della Moto2 - aggiunge Corsi - c'è stato un episodio simile con la moto di Joan Olivè che dopo una scivolata è rientrata in traiettoria invece di finire fuori alla pista».
Si tratta della prima volta che viene sollevata questo tipo di problematica: «Con le 2 tempi - spiega Corsi - le moto si spegnevano praticamente subito in caso di scivolata e poi si trattava di moto più piccole. Le 4 tempi, invece si appoggiano sui carter motore e le gomme molto larghe, soprattutto in Moto2, permettono alla ruota posteriore di continuare a spingere la moto, con il risultato di rendere tutto più pericoloso. Di sicuro qualcosa in più per la sicurezza va fatto».
24 ottobre 2011
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