In manette un farmacista svizzero già finito nell'inchiesta che ha coinvolto Basso
Paolo Coduri, titolare della farmacia San Gottardo di Chiasso, in Svizzera, è stato arrestato negli scorsi giorni nell’ambito di un’inchiesta riguardante la sua attività. La magistratura ha confermato la notizia dell’arresto dovuto all’apertura di un procedimento penale nei confronti del professionista. L'arresto, ordinato dal procuratore pubblico Luca Maghetti, è legato al traffico di prodotti dopanti. Traffico per il quale il titolare della farmacia era già finito nel mirino in Italia nel tardo autunno dello scorso anno quando il suo nome figurò nell’ambito di un'inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Bergamo Maria Cristina Rota.
Quell’inchiesta aveva portato all’arresto di una ventina di persone tra le quali il culturista comasco Vittorio Facchinetti. Dagli atti risulta che Facchinetti si rivolgeva regolarmente al titolare della farmacia di Corso San Gottardo 9 (che si trova proprio davanti alla dogana italo-svizzera) per poter avere a prezzi scontati prodotti considerati tra i più ricercati e proibiti. Nell’elenco delle persone indagate, che compaiono in un fascicolo che non è ancora stato chiuso, anche la sorella del ciclista Ivan Basso, Elisa, e quello di un altro corridore, Luca Paolini, anche se sembra che le sostanze che partivano dalla Svizzera in direzione dell’Italia fossero destinate soprattutto alle palestre.
In una intercettazione telefonica dell'inchiesta bergamasca Elisa Basso, peraltro fidanzata del ciclista Eddy Mazzoleni, chiama Facchinetti che le annuncia che è in grado di procurarle il Lute ad alta concentrazione, ovvero il Lutrelef, un prodotto a base di gonadorelina destinato a ripristinare il ciclo di estro nelle cavalle da corsa, con forte potere anabolizzante.
All'epoca dell'apertura dell'inchiesta della Procura di Bergamo Coduri negò ogni addebito. Mercoledì scorso, tuttavia, nell’ambito di una perquisizione ordinata dalla magistratura devono essere emersi elementi nuovi che hanno finito per inchiodare il dottor Coduri, nei cui confronti sono stati ipotizzati vari reati tra i quali la sospetta infrazione alla legge federale svizzera che promuove la ginnastica e lo sport (la Svizzera non dispone di una legge antidoping, n.d.r.) accanto alla truffa ed alla falsità in documenti.
Di mezzo, stando all'inchiesta di Bergamo, vi sarebbe pure un non meglio definito trafficante zurighese, tale Urs, che teneva i contatti nell’ambito del commercio dei prodotti per i quali ora Paolo Coduri è finito in carcere. È la prova del vasto sottobosco che caratterizza il mondo del doping e dei prodotti che lo accompagnano, un sottobosco che frutta fior di quattrini. Non a caso, sempre nel Mendrisiotto, sarebbe in corso una seconda inchiesta che non avrebbe legami con quella che ha portato in carcere il dottor Coduri. Indagine che riguarderebbe pure una farmacia. Tale ipotesi è stata solo parzialmente confermata dal procuratore pubblico Luca Maghetti che ha peraltro seccamente smentito l’ipotesi di altri fermi o arresti.
29 settembre 2007