Inchiesta Via col Doping, assolti il medico Lazzaro e tre ciclisti A due anni dalla conclusione dell' inchiesta Via col doping, il tribunale di Padova ha assolto il medico Enrico Lazzaro e i genitori della nuotatrice minorenne che nel 2009 era stata sottoposta ad ozonoterapia, pratica di arricchimento del sangue con ossigeno ozono. Il pm Benedetto Roberti aveva chiesto per Lazzaro una pena di 3 anni per violazione della legge antidoping e sulle trasfusioni. Ma la sentenza (a suo modo storica) ha di fatto riconosciuto la «liceità della terapia», dice l' avvocato Patrizia De Natale. Ha vinto la linea della difesa che ha sostenuto come quelle sedute siano servite per curare una dermatite. Il padre della ragazza, inibito per 20 anni, era già stato assolto dal Tas.
Assolti anche i tre ciclisti coinvolti, Simone Barbiero, 42enne di Torreglia, iscritto alla Udace team Valentini, Cristian Boscaro, 41 anni di Vigonovo, tesserato Uisp con il team Garpell, la 34enne di Sant'Urbano Ylenia Colpo, tesserata Udace con il team Benato. Per loro, accusati di concorso in violazione delle norme antidoping e trasfusioni, il giudice ha stabilito l'assoluzione perché il fatto non costituisce reato.
L'inchiesta era nata dallo scandalo doping al Giro d'Italia 2008. Si erano costituiti parte civile Coni, Federciclo e Ordine dei farmacisti di Padova. Non la Federnuoto.
20 settembre 2011
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