Incidenti nel derby di Roma, trovato un arsenale di coltelli, bastoni e forbici Tra le armi e i bastoni sequestrati dalla polizia durante il derby Lazio-Roma di domenica, ci sono anche felpe e magliette pulite. «Sono preziose», spiega Lamberto Giannini, dirigente della Digos, «perché grazie a un cambio di vestiti i teppisti riescono a mimetizzarsi tra la folla, a rendersi meno riconoscibili». Il campionario di oggetti fa impressione. Coltellacci, cacciaviti, catene, martelli, asce: ci sono perfino due forbici da giardiniere, seghe, un dissuasore elettrico Taser e una bottiglia incendiaria. Armi che se utilizzate nel corso degli scontri avrebbero potuto rendere ancora più drammatico il bilancio di tre tifosi feriti e quattro agenti contusi.
Il primo sequestro è scattato venerdì scorso a Napoli, dove quattro ultras della Lazio si erano recati in macchina per fare scorta di “bomboni” e fumogeni in vista della partita. La Digos teneva d’occhio il gruppetto ed è intervenuta sequestrando il carico, i quattro sono stati denunciati. In casa di uno di loro, gli investigatori hanno trovato il dissuasore elettrico e quattro coltelli. Domenica poi, durante i controlli all’esterno dello stadio, sono stati trovati nascosti tra le siepi caschi, asce, bastoni e la bottiglia incendiaria. Nel corso dell’incontro poi il ritrovamento più consistente, quello di una sacca lasciata sul sedile posteriore di una Kia parcheggiata sotto la Curva Nord dell’Olimpico. Ad attirare l’attenzione dei poliziotti è stata una barra blocca-volante che somiglia a una mazza da baseball.
Grazie a un controllo, gli agenti sono risaliti al proprietario dell’auto, il padre di un ultras con diversi precedenti penali, e così hanno deciso di intervenire aprendo la macchina: nel borsone c’era un arsenale. Il tifoso della Lazio è stato arrestato insieme con altri otto appartenenti a “In basso a destra”, gruppo della Nord che, secondo la Digos, sta cercando di sfruttare la situazione di incertezza che si è creata dopo lo scioglimento degli “Irriducibili”. Il totale degli arrestati è di nove laziali e un romanista: tre sono stati fermati per gli scontri in tribuna Tevere. All’esterno dello stadio, gli incidenti si sono verificati dopo la fine della partita, di notte. Gestire il deflusso degli spettatori con la luce del giorno avrebbe forse consentito almeno di limitare i danni ed evitare gli assalti contro le forze dell’ordine, ma in questura tagliano corto sulla decisione del prefetto.
L’ultimo episodio di una serata di follia, invece, è avvenuto in piazza dei Re di Roma, dove un gruppo di teppisti ha preso a bastonate due auto dei vigili urbani intervenuti per regolare il traffico bloccato dai festeggiamenti. Stanno meglio, infine, le tre persone ferite dopo la partita. Il tifoso laziale accoltellato alla gola guarirà in venti giorni, gli altri due se la sono cavata con ferite lievi. Ancora sotto choc invece la donna tunisina e i due figli di nove e undici anni a cui i teppisti hanno bruciato la macchina. Una paura che ricorderanno per sempre.
19 aprile 2010
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