Indagato l'attaccante che provocò la morte del portiere dell'Anguillara: "Un atto dovuto"
E' stato iscritto nel registro degli indagati l'attaccante del Santa Marinella, involontario protagonista dello scontro di gioco nel quale è morto Simone Abate, il portiere diciottenne dell'Anguillara, colpito nel corso dell'incontro tra le formazioni juniores delle due squadre che si stava disputando sabato scorso nella cittadina a nord di Roma.
Secondo gli inquirenti si tratta di un atto dovuto per permettere un accertamento tecnico non ripetibile come l'autopsia. Il provvedimento giudiziario fa seguito a quelli analoghi già notificati a un dirigente dell'Anguillarese e al medico di Anguillara che rilasciò alla giovane vittima il certificato di idoneità all'attività sportiva. Per tutti e tre si ipotizza il reato di omicidio colposo.
Intanto è stata eseguita l'autopsia sul corpo del giovanissimo portiere. Vi ha assistito come perito di parte anche un medico nominato, insieme ad un legale, dalla famiglia del calciatore del Santa Marinella. L'esame dovrà accertare se la morte sia da attribuire alla forte ginocchiata ricevuta al petto da Simone Abate o a una patologia pre-esistente. I risultati completi si avranno non prima di 60 giorni, mentre, quanto già emerso al momento dell'autopsia è stato al momento secretato dalla magistratura. I funerali di Simone Abate si sono svolti oggi a La Storta, nella periferia di Roma, dove il giovane, figlio unico, abitava con i genitori.
8 novembre 2007