Indagine sullo Juventus Stadium, l'acciaio non era in regola? La procura della Repubblica di Torino ha aperto un’inchiesta sullo Juventus Stadium. Gli inquirenti ipotizzano il reato di “delitto colposo di danno” in relazione al possibile “crollo di costruzioni”. Oggi ci sono state quattro perquisizioni in provincia di Torino, una in provincia di Padova e una in provincia di Udine.Le indagini si concentrano su una fornitura di acciaio che non sarebbe conforme alle norme e che potrebbe portare a rischi per la struttura dell’impianto. Al fascicolo stanno lavorando il procuratore capo, Gian Carlo Caselli, e i pubblici ministeri Andrea Beconi, Raffaele Guariniello e Gabriella Viglione.
Le indagini si concentrano su una fornitura di acciaio non conforme alle norme, che potrebbe avere, in linea teorica, effetti potenzialmente negativi.Al momento sono tre le persone indagate: si tratta di tecnici che si sono occupati a vario titolo della costruzione del complesso. Un avviso di garanzia è stato consegnato a Giambattista Quirico, un dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Torino, e agli ingegneri Francesco Ossola e Paolo Erbetta. Il primo, secondo quanto si è appreso, è chiamato in causa come collaudatore, i secondi come direttori dei lavori. La Juventus è parte lesa.
L'ingegner Quirico si è detto «profondamente amareggiato per la perquisizione domiciliare subita» secondo quanto affermano i suoi legali, gli avvocati Andrea e Michele Galasso. I difensori annunciano che Quirico «chiederà di essere immediatamente interrogato dalla magistratura inquirente, nella quale conserva piena fiducia». Quirico, fanno sapere i suoi difensori, ha chiesto di essere rapidamente interrogato «per rispondere a tutte le domande che i pm volessero porgli al fine di offrire tutti i chiarimenti del caso e dimostrare in modo irrefutabile, con solidi elementi fattuali, la legittimità e la correttezza della sua condotta quale collaudatore dello Juventus Stadium». Gli avvocati affermano inoltre che Quirico è «servitore integerrimodelle istituzioni da oltre quarant'anni», ed è «apicale dirigente tecnico della Città di Torino».
«Le tre persone indagate nell’ipotesi di reato sullo stadio della Juventus sono serissime». Parola di Gino Zavanella, architetto dello “Juventus Stadium”, a proposito dell'ipotesi di reato. «Per quanto mi riguarda – dice Zavanella all’emittente romana Radio Manà Manà – ho solo realizzato il progetto dello stadio, i lavori sono stati seguiti da altri. Mi ha sorpreso scoprire i nomi dei tre indagati, sono persone per bene e professionisti di altissimo profilo. Non mi va, però, di aggiungere altre cose sulla vicenda. Almeno per il momento”.La Juventus è certa «dell'assoluta sicurezza strutturale dello stadio. Il club di Torino ribadisce «la propria certezza sull'assoluta sicurezza strutturale dello stadio, ne ha fornito documentazione, ed è fiduciosa che tale circostanza emergerà anche dall'inchiesta della magistratura»: lo scrive in una nota pubblicato sul proprio sito ufficiale, confermando «il regolare svolgimento delle partite programmate». La Juventus ha preso atto «della comunicazione del sindaco Piero Fassino» e ha confermato «di essere informata di un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Torino nella quale - ha sottolineato - la società è parte lesa». La società bianconera, infine, ha ringraziato il prefetto di Torino, Alberto Di Pace, e il sindaco Fassino, «per l'efficace e tempestiva collaborazione odierna».
20 ottobre 2011
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