Inizia il processo a Calciopoli: Paparesta confessa le manovre di Moggi Primo atto del processo penale ai protagonisti di Calciopoli. Al Palazzo di Giustizia di Napoli si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Eduardo De Gregorio e già sembra trapelare qualche colpo di scena. I pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno infatti presentato una nuova documentazione con verbali e intercettazioni telefoniche che darebbero nuova forza all’accusa.
L’arbitro Ginaluca Paparesta avrebbe infatti ammesso il ruolo condizionante di Luciano Moggi sul mondo arbitrale e dalle intercettazioni emergerebbe come lo stesso Moggi abbia continuato a tenere le mani in pasta nel calcio anche dopo lo scoppio dello scandalo e la squalifica (tra ottobre 2006 e l’inizio del 2007). Beatrice e Narducci hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 37 indagati per il reato di frode sportiva. A 20 di loro hanno contestato anche l'accusa più grave di far parte di un'associazione per delinquere.
Vista la complessità del procedimento, si prevede la celebrazione di diverse altre udienze (la prima è in calendario per l'8 febbraio) nell'aula bunker del carcere di Poggioreale, mentre per gli indagati che hanno optato per il rito abbreviato, l'udienza decisiva è stata fissata per il 25 gennaio. Hanno chiesto di costituirsi parte civile il Coni, la Figc, la Lega professionisti, la Rai e le società dell'Atalanta, Bologna, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana, nonché la Federconsumatori e il Codacons.
L'INTERROGATORIO DI PAPARESTA: MOGGI A BRACCETTO CON GLI ARBITRI
Moggi era sempre presente al raduno precampionato degli arbitri. Lo rivela Gianluca Paparesta nell'interrogatorio reso ieri, a porte chiuse, ai pm Beatrice e Narducci e depositato oggi all'udienza preliminare su Calciopoli. Alla domanda dei pm su circostanze e fatti indicativi dell'influenza esercitata da Moggi, l'arbitro barese spiega: «Mi sembra significativo il fatto che, almeno degli ultimi due, tre anni prima della vicenda Calciopoli, in occasione del raduno annuale precampionato che si svolgeva a Sportilia-Santa Sofia, Moggi era sempre presente o come persona invitata o, addirittura, come persona premiata, pur essendo quel raduno, e la manifestazione collegata, propri del mondo arbitrale». Paparesta poi spiega che Moggi interveniva in compagnia di Innocenzo Mazzini, Tullio Lanese e altri dirigenti della federazione.
Per quanto riguarda le schede telefoniche svizzere fornite agli arbitri Paparesta ha dato utili informazioni. L'arbitro riconosce di aver usato la scheda, e non di averla materialmente ricevuta da Moggi, come era stato riferito da alcuni legali al termine dell'udienza di ieri. «Non era opportuno per me - ha spiegato Paparesta ai magistrati - utilizzare la mia utenza cellulare visto che avrei dovuto parlare come arbitro con un dirigente di una società di calcio e quindi mio padre mi fornì il telefono contenente la scheda svizzera [...]. Ribadisco che, all'epoca, ignoravo che quella scheda fosse di un gestore straniero».
15 dicembre 2007
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