Intercettazioni illegali, Vieri chiede la revoca dello scudetto 2006 dell'Inter. Christian Vieri, 36enne ex attaccante dell'Inter, ha chiesto alla procura federale della Figc la revoca dello scudetto 2005-2006 della società nerazzurra e l'interdizione dalle cariche societarie per il presidente Massimo Moratti e del vicepresidente Rinaldo Ghelfi. Questo sulla scorta degli atti dell'inchiesta penale milanese sui dossier illeciti in cui Vieri figura parte lesa per una presunta attività di spionaggio ai suoi danni. Lo scudetto 2005-06 è peraltro quello vinto a tavolino dall'Inter dopo la revoca del successo della Juventus per lo scandalo di Calciopoli.

Per la vicenda è in corso anche una causa civile nella quale Vieri (nella foto, Inter.it) chiede un maxi-risarcimento a Inter e Telecom. È nell'ambito di questa causa che sono stati acquisiti gli atti dell'inchiesta penale per la quale è in corso a Milano l'udienza preliminare. La richiesta di revoca dello scudetto presentata da Vieri, assistito dall'avvocato Danilo Buongiorno, è basata, a quanto si è saputo, sulla presunta violazione dell'art.18 del codice di giustizia sportiva che prevede, in caso di «violazione dello statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabili» da parte delle società, anche «la non assegnazione o revoca del titolo di campione d'Italia». La richiesta di interdizione di Moratti e Ghelfi è stata presentata in base all'articolo 19 del Codice sportivo che stabilisce le sanzioni per gli stessi casi a carico dei dirigenti.
A confermare i pedinamenti e le intercettazioni ai danni, tra gli altri, di Vieri era stato l'investigatore privato fiorentino Emanuele Cipriani, uno degli imputati del procedimento sui dossier illeciti, che durante un interrogatorio ha ammesso come Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Telecom e Pirelli, gli avesse chiesto «un'investigazione approfondita con pedinamenti, rilevamenti su tutte le persone frequentate, sulle loro società, appostamenti sotto casa, informazioni Sdi, anagrafe tributaria…» non solo su Vieri ma anche su altri calciatori dell'Inter come Vladimir Jugovic, Adrian Mutu e Ronaldo.
«Il compenso - aveva precisato Cipriani - mi è stato corrisposto dall' Internazionale F.C.». Dall'inchiesta condotta a Milano era emerso, al di là delle conferme di Cipriani, che Vieri, come altri, era stato pedinato, spiato ed intercettato per mesi, controllato a vista per sapere chi incontrava, chi frequentava, per sapere esattamente come e dove trascorreva le serate, probabilmente per capire perchè in campo non segnava più. Per mesi, secondo gli inquirenti, la vita privata dell'ex bomber neroazzurro, era stata sotto la lente di ingrandimento.
A distanza di anni da quei dossier, lo scorso anno Vieri ha chiesto un risarcimento record all'Inter, che lo avrebbe fatto spiare, e a Telecom, perchè proprio da Tavaroli sarebbe partito l'ordine di eseguire lo spionaggio. Come risarcimento l'ex giocatore ha chiesto 21 milioni di euro in tutto, 9 alla squadra di calcio e 12 alla società di telecomunicazioni. Ma la decisione spetterà al giudice Raimondo Misiano, della decima sezione del Tribunale civile, al termine di una causa che, al termine, potrà contare su una 'sfilatà di big tra cui Massimo Moratti, Marco Tronchetti Provera, l'ad della squadra nerazzurra Rinaldo Ghelfi, l'ex responsabile della sicurezza Telecom, Giuliano Tavaroli e la soubrette Melissa Satta.
2 aprile 2010
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