Interrogativi inquietanti sulla morte di Puerta: non fu infarto, ma embolia?
La morte del calciatore del Siviglia Antonio Puerta "potrebbe aver avuto un'origine diversa da quella di cui si e' parlato all'inizio, e non legata al cuore". Lo scrive il quotidiano spagnolo Publico, che citando "fonti mediche" assicura che l'autopsia effettuata sul corpo del ventiduenne spagnolo ha messo in evidenza che il cuore "non presenta le alterazioni proprie di una miocardiopatia".
Puerta accusò un malore lo scorso 25 agosto nel corso del match tra Siviglia e Getafe, ma dopo aver lasciato il campo con le proprie gambe si sentì di nuovo male negli spogliatoi per poi morire dopo tre giorni di coma. La diagnosi ufficiale fu quella di morte per "displasia (omiocardiopatia) aritmogenica del ventricolo destro". Secondo le fonti in possesso di Publico Puerta potrebbe invece essere deceduto a causa di un "infarto cerebrale, originato da un'embolia".
Secondo il quotidiano, "l'ostruzione di un vaso sanguigno del cervello sarebbe peraltro compatibile con il modo in cui sono avvenuti i ripetuti svenimenti e con i successivi sviluppi". Publico sottolinea che ad un prima autopsia detta "macroscopica", una sorta di esame visuale dell'organo, il cuore di Puerta "non ha mostrato nessun tipo di anomalia".
Ma la vera causa del decesso, conclude Publico, potrebbe essere svelata soltanto quando "i risultati della seconda parte dell'esame, questa volta di tipo microscopico, verranno resi pubblici".
27 settembre 2007