Interrogatorio fiume per l'ex ad della Juve Giraudo: plusvalenze sotto osservazione
Fu lui a coniare la definizione “doping amministrativo”, per respingere le accuse di vero doping, quello farmaceutico, che fece finire sotto processo la sua Juventus. Rispose alle accuse con altre accuse e ora si ritrova indagato per il reato da lui stesso “definito”. Sta accadendo ad Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus, che ieri è stato ascoltato dal pm Bruno Tinti per l’intera giornata nell'ambito dell’inchiesta sui conti della vecchia gestione della società bianconera.
Giraudo, indagato, si è presentato con gli avvocati Andrea e Michele Galasso ed è stato interrogato al quinto piano del palazzo di Giustizia di Torino. Uno degli aspetti da chiarire, e su cui stanno lavorando i pm Marcello Maddalena e Bruno Tinti, sono le cosiddette plusvalenze realizzate sulla compravendita di calciatori: nel corso dell'indagine sono stati ascoltati una quarantina di giocatori juventini o ex juventini, per chiarire ogni aspetto del loro rapporto con il club. La procura procede per false comunicazioni sociali e uso di fatture per operazioni inesistenti.
Gli avvisi di garanzia, dal punto di vista tecnico, permettono di interrompere il corso della prescrizione. L'audizione di Giraudo è durata sei ore. «Abbiamo fornito con la massima serenità tutte le spiegazioni che ci sono state richieste, fornendo un'ampia e articolata ricostruzione storica della gestione della Juventus durante il periodo in cui Giraudo ne è stato l'amministratore delegato» questo è stato il commento dell'avvocato Andrea Galasso all'uscita dal Palazzo di Giustizia.
L'inchiesta, nei giorni scorsi, è sfociata in avvisi di garanzia anche all'ex direttore generale Luciano Moggi e all'ex vicepresidente Roberto Bettega.
13 novembre 2007