L'arresto dell'accoltellatore di Roma-Reggina: processo il 1° ottobre
È stato riconosciuto da un amico della vittima che ha visionato nella sala controllo alcune riprese effettuate dalle telecamere a circuito chiuso collocate all’esterno dello stadio Olimpico. Così è stato incastrato Fabio Testadiferro, ultrà romanista di 38 anni, arrestato sabato sera perché accusato di aver accoltellato un tifoso della Reggina poco prima dell’inizio della partita.
Un arresto avvenuto “in differita” e grazie all’impiego delle telecamere che non ha precedenti. Nel caso di altre aggressioni e accoltellamenti, quelle che in romanesco si chiamano “puncicate”, tagli inferti nelle cosce e nei glutei, non si è mai arrivati alla identificazione degli aggressori, anche perché le vittime sono a loro volta ultrà e difficilmente si arriva a raccogliere testimonianze che consentano di risalire alla loro identità. Gli ultras infatti, anche in caso di forte rivalità tra loro, evitano di collaborare con la polizia anche quando sono vittime di aggressioni. In questo caso la vittima era un supporter che non apparteneva al tifo organizzato, ma che era conosciuto alle forze dell’ordine.
L’ultras era infatti già stato arrestato per lancio di oggetti e fumogeni contro le forze dell’ordine in occasione del derby Lazio-Roma del 21 marzo del 2004 e per la detenzione di un coltello a serramanico e per questo sottoposto alla misura del divieto di accesso per tre anni allo stadio. Ieri il giudice monocratico ha convalidato l’arresto di Testadiferro, mentre il processo per direttissima è stato aggiornato al primo ottobre. L’imputato, che resta in carcere, ha negato ogni addebito e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha motivato la convalida sulla base della sussistenza di “gravi indizi di colpevolezza”, accogliendo così le istanze dei pm Stefano Rocco Fava ed Elisabetta Ceniccola.
Secondo il giudice poi è necessaria la detenzione in carcere in quanto “sussiste il concreto pericolo di reiterazione di delitti”, per le “modalità del fatto di estrema pericolosità sociale” in quanto l’indagato ha aggredito un estraneo senza alcun motivo, per la “personalità dell’indagato che ha precedenti recenti” e che, come lui stesso ha dichiarato “è alcolista”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la vittima dell’aggressione era in compagnia della fidanzata e di tre amici e stava andando allo stadio quando, nei pressi della sede del ministero degli Esteri, è stato avvicinato da due persone e colpito con un coltello alla gamba destra.
Soccorso dalla polizia, gli investigatori hanno acquisito le testimonianze degli aggrediti esaminando anche i filmati delle telecamere dello stadio per individuare tra il pubblico l’autore del reato. Il 38enne è stato riconosciuto tra i tifosi della Curva Sud. Controllato durante tutta la partita attraverso le telecamere Testadiferro è stato bloccato ed arrestato al termine della partita. Nel bauletto del suo motorino sono state trovati alcuni coltelli.
23 settembre 2008