L'ultimo colpo di tacco di Socrates: "Il calcio italiano è corrotto da sempre"
Famoso per i suoi colpi di tacco, l'ex centrocampista della nazionale brasiliana Socrates ha imparato a usare bene anche il fioretto. A 53 anni, e a 22 dalla sua unica stagione in Italia con la maglia della Fiorentina, l'ex calciatore ha lanciato una pesante accusa nei confronti del nostro calcio: "Quando sono arrivato in Italia mi sono ritrovato in un paese fermo, con un calcio totalmente corrotto e non è cambiato niente, tutto è come allora - ha detto Socrates, intervistato dal bisettimanale francese France Football - i risultati sono manipolati, tutto il sistema è corrotto, giocatori, arbitri. Una mafia molto ben organizzata".
Socrates, che giocò nella Fiorentina nel 1984-85, racconta un episodio: "Un giorno nello spogliatoio prima della partita arriva il capitano della Fiorentina Eraldo Pecci e fa: oggi si pareggia. Io dissi: come? Sei matto? E a quel punto lui non fa una piega: pari. E io gli ho detto di non contare su di me. Sono rimasto in campo per i 45 minuti del primo tempo e non ho ricevuto una palla... E la partita è finita 0-0".
Socrates, che ha giocato i Mondiali del 1982 e del 1986 con il Brasile e vanta 60 presenze e 22 reti con la nazionale verde-oro, nel corso della sua carriera ha militato nel Botafogo, Corinthians, Fiorentina, Flamengo e Santos. Andando a riesaminare le partite di Socrates con la Fiorentina nel 1984-85 sono quattro quelle finite 0-0: Fiorentina-Milan del 23 settembre 1984 (Socrates giocò tutti i 90 minuti), Como-Fiorentina del 30 settembre 1984 (Socrates fu sostituito al 71' da Occhipinti), Fiorentina-Juventus del 16 dicembre 1984 (Socrates giocò tutti i 90 minuti) e Avellino-Fiorentina del 3 marzo 1985 (Socrates fu sostituito all'87' da Occhipinti).
Stizzita la risposta di Eraldo Pecci, chiamato in causa da Socrates: "E' un bambino. Non mi va di replicare perché sono cose veramente stupide, anche se mi dà un po' fastidio. Comunque mi riservo il diritto di querelarlo. Perché ce l'ha con me? Una volta litigammo per questioni private e ora vorra' vendicarsi".
20 luglio 2007