La calciatrice Hofer processata per doping: «Non ho preso cocaina» «Se l'assunzione da fumo passivo non è possibile, allora il campione che è stato esaminato non è mio. Io non ho mai preso cocaina»: lo ha detto oggi Marianna Hofer, una delle più famose giocatrici di calcio femminile, al processo penale, in corso davanti al Tribunale di Torino, in cui deve discolparsi dall'accusa di doping. L'episodio, su cui ha indagato il pm Gianfranco Colace, è legato alla partita di campionato giocata nel capoluogo piemontese il 1° maggio 2006 fra il Torino e il Fiammamonza, la squadra in cui all'epoca militava la Hofer. Il controllo accertò la positività alla benzoilecgonina (in quantità superiore ai 15 ng/ml), sostanza compresa fra i metaboliti della cocaina.
La Hofer si è difesa spiegando che la sera prima aveva preso parte a una festicciola in cui c'era gente che, in una stanza molto piccola, aveva fumato lo stupefacente: lei, evidentemente, lo aveva inalato senza volerlo.
«Quella partita - ha raccontato in aula - io non dovevo neanche giocarla. Ma andai in panchina anziché in tribuna, visto che stavamo per vincere lo scudetto ed era bello festeggiare in campo. Se entrai fu solo sul 3-1 perché l'allenatrice decise di darmi una specie di premio». La Hofer - che la scorsa stagione ha militato nell'Alto Adige - ha sottolineato che se durante le indagini avesse detto di aver «preso qualcosa» avrebbe subito una squalifica più breve, «ma sarebbe stato falso». «A mio parere - ha aggiunto - un atleta non assume certe sostanze se vuole incrementare la propria prestazione: il doping è un'altra cosa». Il processo si concluderà a febbraio.
18 gennaio 2012
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