La criminialità organizzata infiltrata tra i tifosi del Napoli autori degli scontri
«Abbiamo modo di ritenere che dietro la conduzione degli incidenti provocati dai tifosi napoletani ci sia l'influenza della criminalità organizzata». Lo ha detto a Palermo il capo della Polizia Antonio Manganelli, a margine della cerimonia di commemorazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa.
«Ho inviato a Napoli il prefetto Cavaliere, capo della Criminalpol - ha aggiunto - polizia e carabinieri sono in stretto contatto con la procura di Napoli, che non a caso ha affidato alla Dda questa indagine».
«Oggi ci saranno riunioni nelle strutture investigative - ha concluso - per verificare le misure di contrasto non solo legate a questa vicenda ma a tutto quello che fa capo alla criminalità mafiosa».
Poi, il capo della polizia ha ribadito che «sabato e domenica scorsi sono state due giornate che non hanno fatto registrare nessun incidente. Senz'altro un record dal momento dell'omicidio dell'ispettore Raciti». E ha sottolineato: «C'è stato questo episodio di intemperanza di un folto gruppo di facinorosi napoletani».
Manganelli si è detto anche contrario ai treni speciali. «Il governo passato ma anche quello attuale è contrario ai treni speciali, è contrario a tutto quello che può incentivare le trasferte delle tifoserie - ha aggiunto - noi riteniamo che questi facinorosi che hanno anche contaminato non solo la giornata di campionato, ma un percorso virtuoso che si sta facendo, debbano essere identificati e puniti nelle forme che la legge prevede ed è quello che stiamo facendo».
3 settembre 2008