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La Fidal non perdona: due anni di squalifica per Gibilisco

Due anni di squalifica. E' questo il verdetto che la commissione giudicante della federatletica (la Fidal) ha emesso per il coinvolgimento di Giuseppe Gibilisco nell'inchiesta penale Oil for drug. L'ex campione del mondo di salto con l'asta è colpevole di aver avuto rapporti controversi con il medico Carlo Santuccione, già squalificato per doping, e quindi di "uso e tentato uso di sostanze vietate o metodi proibiti". Il dibattimento di fronte alla commissione giudicante è durato circa un'ora e mezza.

Le tesi della difesa sono state riassunte in aula dall'avvocato Antonio Fiorella, che ha chiesto l'acquisizione delle consulenze del pubblico ministero sulle intercettazioni e sui medicinali indicati nelle intercettazioni. Proprio sulle intercettazioni si basa la principale contestazione mossa dagli avvocati dell'astista. Fiorella ha parlato di "un'accusa congetturale", aggiungendo che "le intercettazioni non hanno rilievo di prova, la procura non ha considerato gli elementi della difesa, dando una visione unilaterale, e le indicazioni sui prodotti leciti non sono state prese in considreazione". Il legale ha poi chiesto alla commissione quali fatti nuovi siano emersi per superare l'archiviazione in sede penale, arrivata a fine giugno. Per l'avvocato, secondo cui saranno "decisive" le consulenze tecniche del pm, "le intercettazioni non sono comprensibili, sono fuorvianti e non sono state controllate né da una perizia né criticamente".

Gibilisco stesso ha dato la sua versione dei fatti: "Sono andato dal dottor Santuccione perché avevo bisogno di integratori e sapevo che la federazione non era d'accordo, ma si trattava comunque di sostanze totalmente lecite. Mi sono sempre allenato e non ho mai saltato un controllo antidoping. E' successo solo due volte, ma ho avvisato la federazione che sarei stato ad Ascoli. Io mi alleno a Formia e il centro è aperto a tutti per un eventuale controllo".

La Procura antidoping del Coni, che aveva chiesto 2 anni di squalifica per "uso e tentato uso di sostanze vietate o metodi proibiti", ha sostenuto che Gibilisco si è rivolto al mecido Carlo Santuccione per consigli sull'uso di sostanze dopanti. Nel deferimento, infatti, si parla di cure e prescrizioni di Santuccione. La procura, che ha chiesto e ottenuto gli atti dei Nas di Firenze (basati su numerose intercettazioni) dopo l'audizione di Gibilisco del 5 luglio scorso, ha ascoltato Giuseppe Fischetto, medico federale della Fidal, e Gabriele Di Paolo, comandante della Guardia di Finanza e responsabile della sezione atletica leggera. Le incolpazioni parlano quantomeno di tentativo di doping, e non ci sarebbero attenuanti perché Gibilisco ha lo status di militare ed è atleta di livello internazionale. Secondo la procura, dall'intercettazione del 10 maggio 2004 emerge la piena responsabilità di Gibilisco.

Nei colloqui, sempre secondo l'incolpazione, si parla di sostanze proibite e di posologia e anche della possibilità di sottrarsi ai controlli antidoping. Gli inquirenti hanno poi portato alla luce un particolare interessante e fino ad oggi non emerso. Sull'agenda di Gibilisco, nel gennaio e nel febbraio 2004, erano segnate le lettere A, P, G: che corrisponderebbero, secondo l'accusa, ad Andriol, Propafil gonadotropina e Gh, tre sostanze vietate. Quelle stesse lettere sarebbero state trovate nell'agenda di Quagliarello, altro ciclista indagato nell'inchiesta. Secondo la procura, che ha citato gli esempi di Eufemiano Fuentes e Michele Ferrari, questa "è una prassi consolidata tra medici dopatori". Gli inquirenti hanno anche parlato di reticenza e omesse dichiarazioni alla Guardia di Finanza.

Dopo la lettura della sentenza, due anni di squalifica, Gibilisco ha annunciato ricorso: "Se faremo appello? Sicuramente sì, ora ci dovranno dare le motivazioni e poi vedremo. Ritirarmi? Ma sì, mi trovo in mezzo a un casino e non so neanche il perché. Sono andato da un medico, se lo chiamate, visita anche voi". Il presidente della commissione giudicante Sergio Rosa ha spiegato che le motivazioni della sentenza saranno rese note nei prossimi giorni. "Le nostre valutazioni sono state ritenute valide. Siamo soddisfatti, abbiamo lavorato bene" è invece il commento del viceprocuratore dell'Antidoping del Coni, Franco Cosenza, dopo la sentenza di squalifica.


18 luglio 2007


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