La legge antidoping colpisce ancora: rischia il rinvio a giudizio il calciatore Myrtaj
Nuovo procedimento penale per doping nel calcio. Dopo i casi di Guardiola, Gillet, Couto e Gheddafi stavolta è l’attaccante albanese Florian Myrtaj a finire sul banco degli imputati. Il calciatore dell’Arezzo, trovato positivo al metabetasone il 3 giugno scorso, quando giocava nel Teramo, rischia il rinvio a giudizio. Con lui anche il medico sociale del Teramo, Gaetano Bonolis, 67 anni.
Trasmessi alla Procura teramana gli atti relativi ai procedimenti sportivi, i fascicoli sono stati rimessi alla magistratura per i riflessi penali, in virtù della legge n. 376 del 2000 che sanziona l’uso di doping. Tanto il medico sportivo della società abruzzese che il calciatore albanese sono chiamati a rispondere così di concorso tra loro. A Bonolis si attribuisce la somministrazione della sostanza dopante denominata metabetasone, i cui principi attivi risultamo idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo.
Per Myrtaj, l’accusa è quella di essersi sottoposto a tale pratica medica. Dal punto di vista sportivo Myrtaj andò incontro a una sanzione lievissima, di appena un mese e mezzo di squalifica. Il dottor Bonolis venne invece sospeso per 6 mesi. Da quanto emerso nel procedimento disciplinare sportivo a Myrtaj il medico somministrò, per via endovenosa, un antidolorifico per un problema accusato a una caviglia. In questo modo il 31enne attaccante riuscì a scendere in campo in occasione della sfida decisiva di playout del 3 giugno 2007 che il Teramo giocò contro l’Ancona, senza peraltro riuscire ad evitare la retrocessione in C2. Una vicenda che sembrava chiusa e dimenticata da mesi, che invece è tornata prepotenemente alla ribalta con conseguenze che potrebbero portare anche a una condanna penale dei protagonisti.
15 gennaio 2008