La Procura Antidoping fa ricorso contro il proscioglimento di Cottafava
La Procura Antidoping del Coni ha presentato appello contro la decisione della Commissione Disciplinare di prosciogliere il giocatore del Lecce Marcello Cottafava, risultato positivo a un controllo effettuato il 25 marzo in occasione della partita casalinga di serie B contro l'Arezzo.
Il 30enne difensore del Lecce, risultato positivo al tuaminoeptano, era stato prosciolto dalla Commissione Disciplinare perché considerato in totale buona fede. In sede di indagine, davanti alla Procura Antidoping, Cottafava "ha dichiarato che la positività era da ricondursi all’uso di un prodotto (Rinofluimicil) utilizzato al fine di curare uno stato febbrile di origine influenzale; che tale prodotto gli era stato prescritto dal medico sociale dott. Giuseppe Palaia; che, peraltro, prima dell’assunzione, avendo letto nel bugiardino del farmaco che esso non doveva essere utilizzato da sportivi, aveva immediatamente telefonato al medico sociale e che quest’ultimo lo aveva rassicurato in quanto il farmaco non aveva il bollino; che, infine, lo stesso medico glielo aveva somministrato prima della gara e che, in sede di prelievo antidoping, era stato regolarmente segnalato".
L’Ufficio di Procura Antidoping, in sede di indagine, ha ascoltato anche il dott. Giuseppe Palaia, medico sociale del Lecce, e questi, dopo aver confermato le dichiarazioni rese dal Cottafava, ha riconosciuto di aver commesso un errore. La Procura antidoping aveva chiesto nei confronti di Cottafava una squalifica di 6 mesi. Appello è stato presentato anche contro la decisione della Disciplinare di sospendere per 2 mesi il medico sociale del Lecce Giuseppe Palaia e nei confronti del quale la Procura Antidoping del Coni aveva chiesto la squalifica di 2 anni.
27 giugno 2007