La Procura di Torino indaga sull'emodoping austriaco di Humanplasma
Anche la Procura di Torino vuole far luce su Humanplasma, il laboratorio di Vienna sospettato dalla Wada di essere stato impiegato per alcune pratiche dopanti. Lo ha rivelato all'agenzia France Press Gerhard Jarosch, portavoce del procuratore generale di Vienna, che sta indagando sulla struttura accusata di essere una vera e propria banca del sangue. «La Procura di Torino ci ha chiesto collaborazione riguardo questo laboratorio, nel quadro di un procedimento in corso in Italia» ha spiegato il portavoce.
Si tratta dell'inchiesta relativa allo scandalo doping scoppiato nella squadra austriaca durante le Olimpiadi di Torino 2006. Le forze dell'ordine italiane trovarono diversi prodotti dopanti nell'albergo delle squadre austriache di fondo e biathlon, a Pragelato. Su Humanplasma, fortemente sospettato di essere stato la sede di emotrasfusioni per diversi atleti, sta indagando la polizia di Vienna, sebbene l'inchiesta non può avere conseguenze giuridiche in Austria, dove il doping non è considerato reato, contrariamente a quanto contempla la legislazione italiana.
La Procura di Torino sta cercando di risalire alla filiera che ha fornito la grande quantità di prodotti dopanti sequestrata durante i Giochi torinesi. Gran parte del materiale era infatti destinato a trasfusioni sanguigne. Oltre alla procura di Vienna, su Humanplasma sta indagando anche il ministero dell'Interno austriaco. Secondo l'ex presidente della Wada, Dick Pound, il laboratorio rifornisce gli atleti di prodotti sanguigni e sangue disidratato. Il quotidiano austriaco Kurier ha parlato di "numerosi sportivi", soprattutto di sci nordico e ciclismo, che si sarebbero recati nella struttura nelle ore di chiusura, spesso la domenica mattina.
11 gennaio 2008