La storia di Heidi, diventata uomo per colpa del doping «Quando ogni mattina mi guardo lo specchio rivedo l'immagine di ciò che mi hanno fatto e di chi ero. Una volta ho detto che hanno ucciso Heidi, ed è esattamente ciò che è successo: il mio corpo e la mia vita sono cambiati e io sono dovuto diventare un'altra persona».
Andreas Krieger è scoppiato a piangere nel corso della cerimonia di consegna, nella facoltà di medicina dell'università di Berlino, del premio che porta il nome di ciò che era fino agli anni '90, ovvero Heidi Krieger, la donna costretta a diventare uomo, a causa delle doti massicce di pillole a base di ormoni maschili ed anabolizzanti («superiori a quelle di Ben Johnson») somministratele quando gareggiava nel lancio del peso femminile con la maglia della Germania Est. «Se tu a quel tempo fossi stata la mia allenatrice - ha detto in lacrime consegnando il premio all'ex coach di canottaggio Johanna Sterling - io non sarei diventata così. Johanna viene premiata per la sua forza ed il suo coraggio, per essersi rifiutata di dare sostanze proibite alle sue atlete».
Krieger, che ha 43 anni, ha smesso di gareggiare nel 1988 dopo aver mancato la qualificazione alle Olimpiadi di Seul. Due anni prima, sempre come Heidi, aveva vinto il titolo europeo del peso. Ma sentiva che quel corpo non era più il suo, «e sono passato per qualcosa che in pochi comprendono: io ero una donna vera, e mi sono trasformata in uomo. Non voglio essere un esempio per nessuno, ma so per esperienza personale che una cosa del genere può succedere».
«Pensavo - ha aggiunto - che l'aumento della mia forza derivasse dagli allenamenti duri a cui mi sottoponevo e dalla quantità di pesi che sollevavo in palestra. Invece era la conseguenza delle cose che mi davano: ma io non avevo capito di cosa si trattasse». L'operazione per il cambio definitivo di sesso l'ha sostenuta nel 1997, ma dentro si porta ancora tali ferite al punto che non riesce più ad assistere a competizioni sportive, compresi i Mondiali di atletica in corso.
Rimane lontano dall'Olympiastadion: «Perché io so cosa sta succedendo lì dentro e non sopporterei di assistere a uno spettacolo del genere - ha detto Krieger, sposatosi nel 2002 con Ute Kraus, ex nuotatrice della Ddr, soggetta per anni a depressione e bulimia a causa degli effetti delle sostanze che le venivano date - è stato grazie all'aiuto della chimica che, nel corso degli anni, sono caduti molti primati: era così prima e la cosa continua nell'atletica di oggi. Per me tutti i primati battuti sono frutto del doping».
21 agosto 2009
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