La Svizzera crocevia del traffico di doping: la magistratura si muove
Il Ticino crocevia del doping verso l’Italia? La recente chiusura della farmacia San Gottardo di Chiasso e l’arresto del suo titolare Paolo Coduri, sotto inchiesta da parte del Pm del Canton Ticino, sembrano confermare questo scenario. Non mancano d’altronde i precedenti e nuove inchieste stanno partendo in maniera silente. Sul caso di Coduri il Pm ha accertato che sono stati venduti "prodotti ad uso dopante, segnatamente efedrina, per un quantitativo superiore alle centomila dosi, nonché complessivamente 150 confezioni fra eritropoietina (Epo), agenti anabolizzanti, ormoni e sostanze analoghe, sostanze vendute illegalmente siccome non sorrette da prescrizioni mediche. La maggior parte di questi prodotti dovrebbe essere finita in Italia, acquistata da sportivi non identificati".
Il ruolo svolto dalla Svizzera, e in particolare il Ticino, nel mercato del doping era già balzato agli onori della cronaca nel 2001 quando il ciclista Dario Frigo aveva ammesso di essersi procurato prodotti dopanti in due farmacie di Lugano e Chiasso. Un paio d'anni prima un settimanale francese aveva sollevato un polverone, dimostrando la facilità di procurarsi dosi di Epo a Ginevra.
«Dal 2002 la situazione è cambiata moltissimo con la modifica della legge federale sullo sport - afferma Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale ticinese, al portale Swissinfo - la lotta al doping è ormai menzionata a chiare lettere nella legge. L'articolo 11 vieta infatti "la fabbricazione, l'importazione, la mediazione, lo smercio, la prescrizione e la dispensazione di prodotti a scopo di doping". In altre parole se un farmacista vende a un ciclista professionista una sostanza che si trova sulla lista svizzera dei prodotti dopanti oggi è punibile penalmente».
L’ex funzionario del Coni Sandro Donati, espertissimo in materia, conferma il pericolo doping in terra elvetica: «Dalle mie informazioni la situazione non è cambiata, e non parlo solo del Ticino, ma di tutta la Svizzera». Il pm Luca Maghetti, che si sta occupando dell’inchiesta sulla farmacia San Gottardo, sta allargando il proprio raggio d’azione: «Ci sono degli elementi che stiamo raccogliendo – spiega a Swissinfo - ma per ora non ne vorrei parlare». La magistratura ticinese ha confermato un paio di giorni fa di avere aperto un'inchiesta anche nei confronti di un chimico del Luganese.
L'uomo, titolare di una ditta specializzata nel commercio di farmaci, è sospettato di aver organizzato un vasto traffico di sostanze dopanti, tra cui prodotti destinati agli animali, e di medicinali taroccati prodotti nei paesi dell'Est.
25 ottobre 2007