La T-Mobile non molla il ciclismo e promette di combattere il doping
Nonostante il nome infangato dal doping la T-Mobile non mollerà il suo team di ciclismo e anzi cercherà di combattere l'uso di sostanze illegali: «Le recenti confessioni di Sinkewitz confermano la necessita dei drammatici cambiamenti fatti nella T-Mobile dallo sponsor e dal nuovo menagement e degli ulteriori sforzi di cui lo sport ha bisogno - scrive il direttore generale del team Bob Stapleton - dal 2006 abbiamo ingaggiato nuovi dirigenti, nuovi corridori, nuove procedure, nuovi dottori e soprattutto una ferma politica antidoping e un programma interno di controlli. Continueremo con maggiore forza il nostro lavoro in vista della stagione 2008».
Nel frattempo il team ha chiesto alla federciclismo tedesca e ai magistrati il fascicolo riguardante il corridore Patrik Sinkewitz. Il ciclista tedesco ha confessato l'uso di Epo dal 2003 al 2006, anno in cui militava nella T-Mobile e ha parlato di doping dilagante nella squadra. Proprio alla fine del 2006 il team cambiò dirigenti e staff sanitario, sotto accusa per il caso Ullrich, iniziando una dura campagna antidoping, promossa dal gm Bob Stapleton.
6 novembre 2007