La Wada vuole andare a fondo: "Ricontrollare i test antidoping di Marion Jones" Ricontrollare i test, per quanto possibile, di Marion Jones. E’ quanto chiede la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, per bocca del suo presidente uscente, Richard Pound. «Non è piacevole che qualcuno ammetta il doping dopo 160 test tutti negativi – spiega Pound - vorremmo ricontrollare gli esami della Jones». 
La 32enne sprinter e lunghista statunitense ha ammesso di aver fatto uso di sostanze illecite prima delle Olimpiadi di Sydney 2000, nelle quali ha conquistato cinque medaglie di cui due d’oro. In carriera, però, la Jones non è mai risultata positiva, a parte una volta, nell’agosto 2006, ma successivamente venne scagionata dalle controanalisi, risultate negative.
«E' una situazione poco divertente», dice Pound a Madrid, dove è in corso la Conferenza mondiale sul doping. Il Cio frattanto si riunirà il 10 dicembre per esaminare la questione relativa alle medaglie vinte dalla Jones alle Olimpiadi 2000. Al vaglio anche l'ipotesi di lasciare vacante il titolo dei 100 metri. «Potrebbe essere una soluzione», dice Denis Oswald, membro svizzero del Cio. La gara venne vinta dalla Jones davanti alla greca Ekaterini Thanou, che alle Olimpiadi 2004 è stata coinvolta in un altro scandalo di doping e che non avrebbe quindi i requisiti morali per ereditare un oro olimpico.
16 novembre 2007
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