Lazio, chiesto un anno e 8 mesi di carcere per il presidente Lotito Il pm di Milano Laura Pedio ha chiesto la condanna a un anno e 8 mesi per Claudio Lotito, presidente della società di calcio Lazio, accusato di aggiotaggio insieme all'imprenditore Roberto Mezzaroma per il quale l'accusa ha chiesto un anno e 4 mesi. Entrambi dovranno versare, in caso di condanna, 20mila euro. Una richiesta quella avanzata dal pm perché Mezzaroma avrebbe acquistato azioni della Lazio per conto di Lotito per evitare che il presidente della Lazio fosse costretto a lanciare un'Opa obbligatoria. "Nella sostanza Lotito è sempre stato titolare di quelle azioni" e per il pm tale scambio ha prodotto una ''condotta artificiosa che crea sul mercato una falsa apparenza''.
L'acquisto crea secondo l'accusa "un'azione ingannatrice: un'apparenza di titolarità, un accordo interpositorio che di fatto occulta il vero titolare delle azioni". Se nel giugno 2006 Lotito avesse direttamente acquistato le azioni da Capitalia sforava il 30% e aveva l'obbligo di lanciare l'Opa, è la teoria del pm. Il presidente della Lazio ha creato così un'operazione price sensitive per un titolo quotato, spiega in Aula il pm. Per la Pedio quello che Lotito e Mezzaroma creano e' un inganno al mercato. ''Lotito era perfettamente consapevole che avrebbe dovuto lanciare l'Opa. Non è pensabile che Mezzaroma non abbia cercato, prima dell'acquisto dei titoli Lazio, un contatto col marito di sua nipote''.
Mezzaroma prima dell'inizio della requisitoria ha sostenuto davanti ai giudici la sua indipendenza. Ha fatto delle dichiarazioni spontanee e ha spiegato la sua scelta di comprare titoli della società Lazio ''per lanciare sul mercato la propria immagine di imprenditore''. Mezzaroma sostiene di aver fatto quell'acquisto ''autonomamente. Ne' Lotito ne' terzi hanno influenzato la mia decisione'' ha concluso prima di tornare a sedersi tra i banchi. Per il pm, pero', ''c'e' una coincidenza di date'' e un passaggio di denaro chiaro, secondo l'accusa, tra Lotito e l'imprenditore romano.
LA DIFESA DEL PRESIDENTE
Nessuna Opa obbligatoria e nessuna costrizione dunque nell'acquisto di azioni della società sportiva Lazio da parte di Mezzaroma. Così la difesa di Lotito chiede l'assoluzione dai reati di aggiotaggio manipolativo e informativo e di ostacolo all'autorità di vigilanza per i quali il pm di Milano Laura Pedio ha chiesto la condanna. "L'opa non era obbligatoria" ha sottolineato il legale Andrea Uslenghi che tutela gli interessi del presidente della Lazio.
Una frase con cui ha ribattuto alle conclusioni dell'accusa per cui dietro Mezzaroma si celava Lotito. Un accordo interpositorio, come lo ha definito l'accusa, che avrebbe permesso a Lotito di superare il 30% del capitale della società calcistica "senza essere costretto, però, a lanciare un'opa obbligatoria". Il processo riprenderà il prossimo 9 dicembre.
18 novembre 2008
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