Lazio, prescritto il reato di falso e ricettazione per il patron Lotito
Con la dichiarazione di prescrizione dei reati di associazione per delinquere finalizzata al falso e alla ricettazione, si è concluso oggi davanti alla quinta sezione penale del Tribunale di Roma un processo che vedeva imputati il presidente della Lazio Claudio Lotito ed un gruppo di imprenditori rimasti coinvolti in un giro di fatture false per prestazioni inesistenti emesse tra il 1989 e il 1997.
L'indagine aveva inizialmente coinvolto 28 persone, ma nel corso del dibattimento svoltosi davanti alla quinta sezione collegiale del Tribunale penale erano stati dichiarati prescritti tutti i reati di natura finanziaria contestati dagli imputati e di conseguenza molti di questi ultimi erano già usciti dal processo. A svolgere l'inchiesta scaturita nel dibattimento era stato il pubblico ministero Carlo Luberti.
In sostanza agli imputati era stato contestato d'aver fatto uso di fittizie fatture allo scopo di abbattere l'entità degli utili realizzati dalle loro società per godere di benefici fiscali. Oggi nel corso dell'udienza i difensori hanno sollevato la questione della prescrizione che e' stata ritenuta fondata dal Tribunale.
16 giugno 2008