Lo schermidore Ciari tira un sospiro di sollievo: chiesti soltanto 3 mesi di squalifica
La Procura Antidoping del Coni ha deferito lo schermidore Marco Ciari, chiedendo una squalifica di tre mesi per doping. Ciari era risultato positivo per la presenza di metabolita di tetraidrocannabinolo (principio attivo della cannabis) a un controllo antidoping effettuato il 14 luglio 2007 a Napoli al termine dei Campionati Italiani assoluti individuali e Serie A1 a squadre.
L'atleta, ascoltato ieri dalla Procura Antidoping, aveva ammesso le proprie colpe sostenendo però che si era trattato di un errore episodico: «E' stata la cavolata di una sera - ha detto Ciari ieri all'uscita della deposizione - spero di poter essere reintegrato al più presto perché amo il mio sport. Mi pento e mi pentirò amaramente di quella sciocchezza ma, vi prego, non consideratemi un dopato o un drogato. Casomai un cretino che, per gli eccessi di una serata, rischia di buttare in fumo 10 anni di lavoro e una possibile futura carriera sportiva piena di soddisfazioni».
18 settembre 2007