Marion Jones cancellata dalla storia: revocati i titoli di Sydney 2000
Con anticipo rispetto ai tempi previsti il Comitato olimpico internazionale ha ufficialmente cancellato Marion Jones dalle gare disputate a Sydney 2000. L'atleta statunitense, che recentemente ha confessato il ricorso al doping, alle Olimpiadi australiane aveva vinto tre ori (100 metri, 200 metri e 4x400) e due bronzi (4x100 e lungo). Cancellato anche il quinto posto ottenuto nel salto in lungo alle Olimpiadi di Atene 2004.
La Jones, che ha già restituito le medaglie ed è stata squalificata per due anni, è stata inoltre dichiarata assolutamente ineleggibile per le Olimpiadi di Pechino 2008: non potrà perciò recarsi ai Giochi in nessuna veste. Il Cio, inoltre, non esclude di adottare ulteriori sanzioni nei confronti dell'atleta. Tutto dipende dall'indagine della magistratura in corso negli Stati Uniti: eventuali novità nell'inchiesta sulla Balco, la società californiana accusata di produrre e distribuire sostanze illecite, potrebbero portare a nuovi provvedimenti, ''compresa l'esclusione'' della Jones ''dalle prossime edizioni delle Olimpiadi''. Di fatto, comunque, la Jones si è già ritirata dall’attività agonistica dopo la confessione sull’uso di doping.
Il Comitato olimpico internazionale non ha ancora sciolto il nodo relativo all'eventuale riassegnazione dei tre ori e dei due bronzi. Ad occuparsi della vicenda specifica è la Commissione disciplinare presieduta dal tedesco Thomas Bach, che si pronuncerà prima delle Olimpiadi di Pechino 2008. Particolarmente spinoso il caso relativo all'oro dei 100 metri: in linea teorica, la medaglia dovrebbe passare nelle mani della greca Ekaterini Thanou. La sprinter ellenica, però, è stata protagonista di un caso di doping ad Atene 2004 ed è stata squalificata per due anni. Non sembra, in sostanza, possedere i “requisiti morali” per ereditare un titolo olimpico.
12 dicembre 2007