Maxi retata contro il doping nella mountain bike: indagato il big De Bertolis
Sarebbero una ventina gli indagati dalla Procura di Trento nell'ambito di una inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza trentina, sull'uso di sostanze dopanti nel mondo della mountain bike. I nomi dei professionisti coinvolti sono di primo livello. I reati ipotizzati l'uso di sostanze proibite al fine di alterare le prestazioni sportive (vietato dalla legge 376/2000) e del commercio illegale di farmaci.
Una trentina di perquisizioni sono state effettuate nelle Marche, Emilia Romagna, Lombardia, Alto Adige e Trentino. Sarebbero stati sequestrati ingenti quantitativi di farmaci vietati, come eritropoietina, ormoni anabolizzanti e altri prodotti che facilitano il trasporto di ossigeno attraverso il sangue. Le indagini sono coordinate dal procuratore Stefano Dragone e dai sostituti Carmine Russo e Salvatore Ferraro.
Con l’accusa di uso e traffico di sostanze dopanti, fra i sospettati c’è anche l'ex campione del mondo Massimo De Bertolis, 32 anni, trentino di Transacqua, atleta di spicco sulle orme del fratello Riccardo. Nel palmares di De Bertolis figurano gare importanti come la Rampibike, la Rampikissima, il Campionato triveneto, alcune Gran Fondo, il Tricolore e poi il Mondiale 2004 di Marathon. Dalla sua abitazione sono state portate via molte scatole di medicinali: «E’ vero - ammette il campione - ma posso dire di essere molto sereno. Si tratta di farmaci non proibiti e per i quali posso documentare la regolarità della prescrizione». Debertolis sarebbe finito nell’inchiesta in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche con un medico sportivo, dal contenuto sospetto.
Sarebbero indagati, tra gli altri, Jader Zoli, ex campione italiano, e Hannes Pallhuber, cognome famosissimo: si tratta infatti del fratello di Hubert, ct della Nazionale azzurra di mountain bike, e di Willy, biatleta che in carriera ha conquistato fra l'altro 5 titoli mondiali, 6 gare di Coppa del Mondo e partecipato complessivamente a 18 Mondiali e 5 Olimpiadi. «Cado letteralmente dalla nuvole - ha spiegato il 32enne Zoli - ma sono tranquillo».
Il fatto che sia indagato anche un esponente della Federciclismo, il medico federale Giovanni Posabella, getta una fosca luce su tutto l'insieme e fa aleggiare l'ombra di quel doping istituzionale (se organizzato o semplicemente tollerato lo diranno le indagini) che ha caratterizzato gli anni '90. Nell’inchiesta è indagato anche un altro medico, il dottor Davide Posca di Pavia.
Alcuni degli indagati, di fronte alle intercettazioni ambientali della Guardia di Finanza, avrebbero peraltro già ammesso di aver fatto uso di sostanze vietate, permettendo così agli inquirenti di allargare le indagini e coinvolgere altri addetti ai lavori. Fra gli indagati, Hannes Pallhuber avrebbe sottolineato di soffrire di asma e di avere dunque l’autorizzazione per l’uso di cortisonici.
29 novembre 2007