Maxioperazione antidoping: 12 arresti e 102 indagati. C'è anche Oriana, ex azzurro di nuoto 12 arresti in tutta Italia, 4 in carcere e 8 ai domiciliari, in una maxi inchiesta dei carabinieri dei Nas coordinata dalla Procura di Torino (pm Raffaele Guariniello) contro il traffico di anabolizzanti.
Gli indagati in tutta Italia sono 102. Sono Andrea Oriana, 38 anni, ex nuotatore della nazionale che prese parte alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, e Andrea Diminutto, 26 anni, calciatore che milita nel Legnano come portiere, i due nomi di maggiore spicco che compaiono nell'elenco degli indagati. Entrambi, secondo il capo d'accusa confezionato dal pm Gianfranco Colace, sono indiziati di ricettazione per avere ricevuto sostanze vietate da un terzo indagato, che a sua volta si riforniva di Andriol (anabolizzante), Epo, Gh (ormone della crescita) ed Efedrina da mittenti non identificati. Gli episodi, individuati dal pm e dai carabinieri del Nas, sono avvenuti a Como tra marzo e aprile.
Tra gli arrestati, invece, figurano sei ciclisti della formazione amatoriale Miccoli di Pianezza (Torino) e due infermieri dell'ospedale Mauriziano di Torino, che avrebbero sottratto delle sostanze. Sarebbero coinvolte nell'inchiesta diverse palestre del capoluogo piemontese e della prima cintura. I reati contestati dai pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace sono la ricettazione (relativamente al commercio di sostanze dopanti) e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (relativamente al solo nandrolone, da poco entrato nella tabella degli stupefacenti).
Medicinali con epo e nandrolone rubati dagli scaffali dell'ospedale Mauriziano e consegnati a uno dei più noti e affermati ciclisti piemontesi tra gli amatori, Silvio Schiari, che corre per il team «Miccoli» di Pianezza. È uno degli episodi ricostruiti dal pm Gianfranco Colace e dei carabinieri del Nas. Gli indagati, in genere, si rifornivano attraverso due siti internet (tuttora attivi). È emerso, però, anche questo caso di procacciamento illecito, dove Schiari è indiziato di furto insieme ad Anna Voto, operatrice sociosanitaria in servizio al Mauriziano. I fatti sarebbero stati commessi fino allo scorso 7 luglio. Anche il patron della squadra, Domenico Miccoli, è tra gli indagati, non per il furto al Mauriziano ma per episodi differenti. Tra gli indagati c'è anche una madre che comprava i farmaci dopanti per la figlia minorenne, una nuotatrice lombarda.
I carabinieri hanno sequestrato 6.000 confezioni di farmaci ritenuti dopanti durante perquisizioni fatte oggi in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Campania. Il loro valore - è stato reso noto dagli investigatori - si aggira intorno ai 300 mila euro. I prodotti sospetti sono stati inviati a laboratori per essere analizzati.
23 settembre 2011
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