Maxioperazione antidoping nel ciclismo, in manette il pro Rossi, cognato di Riccò Il ciclista professionista Enrico Rossi è tra i 6 arrestati dai Nas (denominata Cobra-Red) nelle province di Roma e Rimini per un’operazione antidoping. Gli ordini di custodia cautelare in carcere sono stati emessi dal gip del tribunale di Perugia a conclusione delle indagini condotte dalla squadra locale dei Nas.
Rossi, 28 anni, corre per la Ceramica Flaminia, è di Cesena e conta 6 vittorie in carriera, tra cui il Memorial Pantani nel 2008 e la gara olandese Dwars door Drenthe l'11 aprile scorso. Rossi è però anche fratello di Vania Rossi, ciclista coinvolta in caso di Epo ma poi scagionata, che a sua volta è compagna di Riccardo Riccò, squalificato per doping e tornato da pochi mesi alle gare.
Rossi sarebbe in codice "red". Era in pratica - secondo la ricostruzione - l’uomo che raccoglieva le sostanze dopanti dai tre canali di approvigionamento scoperti dai carabinieri e che hanno portato all’arresto di Nicolas Sanchez Vanegas, ex corridore colombiano e collaboratore di alcune riviste ciclistiche online, del cicloamatore Giorgio Galli, dell’infermiera Chiara Ferri, dipendente di un ospedale romano e del farmacista Leonardo Scorpiniti. Stamattina, l’ultimo arresto, in "flagranza di reato", è stato quello di Davide Paganuzzi, un altro cicloamatore, presso cui è stato rintracciata "una cospicua quantità di dopanti".
«A livello d’immagine l’impatto sarà sicuramente negativo - ha commentato il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco - ma noi ovviamente incitiamo i Nas a fare il proprio lavoro per combattere il fenomeno del doping, che a noi dà molto fastidio». I 6 arrestati sarebbero responsabili di un’associazione a delinquere legata al traffico illecito di sostanze dopanti tra squadre di ciclismo professionistiche e dilettantistiche. Nel procedimento, sono stati indagati in stato di libertà per gli stessi crimini altre 35 persone tra atleti, medici sportivi, preparatori atletici, farmacisti e frequentatori di palestre. I Nas hanno poi eseguito 40 perquisizioni domiciliari e personali nelle provincie di Roma, Rimini, Forlì-Cesena, Modena, Prato, Bergamo, Reggio Emilia, Milano, Pistoia, Parma, Latina, Perugia e Bari.
21 settembre 2010
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