Mosley riapre il procedimento sulla spy story: McLaren di nuovo a rischio squalifica
Con una mossa a sorpresa del presidente della Federazione internazionale dell’automobilismo Max Mosley si riapre immediatamente il procedimento disciplinare nei confronti della McLaren per lo spionaggio industriale ai danni della Ferrari. Sollecitato da una lettera di protesta di Luigi Macaluso, presidente della Csai (Commissione sportiva automobilistica italiana), il patron della Fia ha deciso di sottoporre la questione alla Corte d’appello della Fia.
Nel verdetto della scorsa settimana il Consiglio mondiale della Fia ha ammesso le responsabilità della McLaren per aver sottratto informazioni segrete alla Ferrari ma non ha sanzionato la scuderia anglo-tedesca perché ha ritenuto che tali informazioni non siano state utilizzate a proprio vantaggio. Le considerazioni di Macaluso, che non comprende l'assenza di sanzioni, hanno però indotto Mosley a non archiviare la pratica.
''La sua lettera suggerisce che l'esito'' del procedimento ''avrebbe potuto essere diverso se il Consiglio avesse concesso alla Ferrari altre udienze'', scrive Mosley a Macaluso in una comunicazione di risposta che per conoscenza è indirizzata anche a Jean Todt e Ron Dennis, boss di Ferrari e McLaren. ''Per questo e per l'importanza di una generale fiducia nei confronti del verdetto - dice ancora il numero uno della federazione internazionale - sottoporrò la questione alla Corte d'appello della Fia, secondo l'articolo 23.1 dello statuto, con la richiesta di ascoltare Ferrari, McLaren e ogni altro protagonista del campionato che lo desideri''.
La Corte, quindi, dovrà ''determinare se la decisione del Consiglio mondiale sia stata appropriata e, in caso contrario, adottare qualsiasi decisione che ritenga corretta''.
31 luglio 2007