Mutu in procura antidoping consegna le pasticche incriminate Adrian Mutu attende il proprio destino, che potrebbe essere una squalifica di qualche mese o, nella peggiore delle ipotesi, anche di 4 anni. L’attaccante della Fiorentina ieri è stato ascoltato, a Roma, dal procuratore antidoping del Coni, Ettore Torri, in merito alla sua positività allo stimolante sibutramina nelle partite Fiorentina-Bari del 10 gennaio e Fiorentina-Lazio del 20 gennaio. Mutu, sospeso in via precauzionale, è stato interrogato per circa due ore ed ha risposto serenamente a tutte le domande.
L’attaccante romeno, assistito dagli avvocati Antonio D’Avirro, Michele Ducci e Paolo Rodella, punta a dimostrare la propria buona fede: «Mutu ha fatto vedere a Torri la scatola delle pasticche con le indicazioni che il prodotto era “al 100% naturale” - spiega George Becali, uno degli agenti del giocatore - il ragazzo ha sbagliato e ha riconosciuto il suo errore, che è stato quello di non aver chiesto un consiglio medico prima di assumere il prodotto». La procura antidoping ha preso in consegna la scatola di pasticche.
Altro cardine della difesa di Mutu è puntare sulla non recidività rispetto al caso del 2004, quando l’attaccante della Fiorentina venne squalificato per 7 mesi per cocaina, in Inghilterra. «Ancora mancano i documenti per la contestazione - spiega l’avvocato D’Avirro - ma nel corso dell’interrogatorio la procura ha fatto riferimento anche alla recidività». In attesa del deferimento e della richiesta di squalifica della procura è difficile fare previsioni: «La vicenda è aperta a tutto - chiude D’Avirro - si va da uno stop di pochi mesi a qualche anno».
3 marzo 2010
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