Nuoto, la Kovacs si difende dalle accuse di doping: "Mi hanno ingannata"
«Non mi sono rifiutata di sottopormi al controllo antidoping, ho collaborato e mi sento oltraggiata. Gli ispettori mi hanno indotto in errore, dovrebbero vergognarsi». E' questo lo sfogo tra le lacrime di Agnes Kovacs, campionessa olimpica dei 200 rana a Sydney, finita nel mirino dell'agenzia antidoping ungherese per aver fornito un campione di 25 ml anziché da 75 come previsto da regolamento, in occasione di un controllo a sorpresa effettuato lo scorso 30 ottobre. La Kovacs, intervistata dalla tv pubblica magiara, si è difesa sostenendo che il test è arrivato a meno di un'ora dall'appuntamento con l'attore Roger Moore per un'iniziativa Unicef e che stata in grado di fornire solo quel campione.
«Gli ispettori mi hanno lasciata andare dicendomi che sarebbero tornati più tardi per un nuovo campione», ha insistito la campionessa ungherese. Roger Moore, ambasciatore Onu, aveva fissato infatti l'appuntamento per proporle un ruolo da ambasciatrice per l'Unicef. Il presidente della Federnuoto magiara, Tamas Gyarfas, si è detto soddisfatto della spiegazione fornita dalla Kovacs. Secondo l'agenzia antidoping ungherese invece la Kovacs si sarebbe rifiutata di sottoporsi a un nuovo prelievo
9 novembre 2007