Omicidio Raciti, condannato Speziale ma solo per resistenza agli agenti: 2 anni e mezzo di galera
2 anni e sei mesi di reclusione per resistenza aggravata a pubblico ufficiale: è la prima sentenza per Antonino Speziale, il 18enne tuttora indagato per la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti in occasione dei disordini del 2 febbraio 2007 allo stadio Massimino dopo Catania-Palermo. Il pm Angelo Busacca aveva chiesto la condanna a 3 anni e quattro mesi di reclusione.
Speziale, presente in aula, ha sempre ammesso di avere partecipato agli scontri, ma ha continuato a negare di avere colpito agenti delle forze dell'ordine. Il giovane all'epoca dei fatti aveva 17 anni, per questo del suo caso si occupa la Procura per i minorenni. Dopo avere letto la sentenza il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Francesca Pricoco, ha parlato con Speziale e lo ha esortato a «imparare a conoscersi per resistere a se stesso».
Il giudice ha evidenziato che da parte dell’imputato «c'è stata una presa di coscienza su quello che è accaduto, e da questo punto di vista l’assistenza dei servizi sociali è stata fondamentale». «Spero che questo percorso - ha osservato il presidente - ti abbia dato la possibilità di capire quali siano i valori fondamentali e il senso della legalità». L’avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Speziale, ha annunciato che presenterà ricorso alla Corte d’appello, la Procura della Repubblica si ritiene invece soddisfatta della sentenza.
Per il legale del giovane «la pena è veramente eccessiva, nonostante i giudici abbiano applicato le attenuanti generiche»; Lipera si è detto «certo che la Corte d’appello riformerà questa sentenza per renderla più equa».
«Noi che conosciamo nostro figlio riteniamo che la sentenza sia oltremodo pesante, ma rispettiamo la decisione dei giudici - ha commentato il padre del tifoso, Roberto Speziale - ci aspettavamo un condanna mite, perché il ragazzo ha fatto delle sciocchezze, ma dopo un anno di detenzione, tra carcere e comunità, pensava di potere tornare a casa» Speziale sconterà la pena agli arresti in comunità perché il tribunale per i minori di Catania non gli ha concesso la sospensione. Nei sui confronti è pendente anche un ordine cautelare per l'omicidio dell'ispettore Filippo Raciti, ma il provvedimento non è esecutivo perché è a sua volta pendente un ricorso davanti ai giudici della Cassazione.
12 febbraio 2008