Omicidio Raciti, la difesa di Speziale parla di manipolazioni delle prove
Un buco nero di 21minuti nelle immagini che ricostruiscono le fasi degli scontri del 2 febbraio 2007, durante i quali fu ucciso l'ispettore capo di polizia Filippo Raciti, l'improvvisa interruzione di una ripresa fatta dalla polizia scientifica dall'esterno della curva nord del Massimino, il sottolavello lanciato in aria e non utilizzato come ariete e poi quattro fotogrammi bianchi e quattro tagliati, strani segni che evidenzierebbero manipolazioni.
Sono gli aspetti che non convincono i legali dei tifosi accusati di resistenza a pubblico ufficiale, nel processo per i tragici fatti avvenuti durante il derby Catania-Palermo. Stamattina la perizia realizzata dall'avvocato Giovanni Adami del foro di Udine, esperto penalista di reati sportivi e difensore del tifoso Koala, e' stata spiegata nei dettaglio ai giornalisti. Il legale, che chiederà di potere visionare i filmati originali, ha parlato di manipolazioni.
La perizia realizzata da Lorenzo Coppi ruota per la maggior parte attorno al lancio del sottolavello. Ai raggi X sono finiti nove fotogrammi, quelli della fase del lancio del sottolavello. Dalla relazione secondo gli avvocati, viene fuori un quadro discontinuo che, secondo la difesa, non riuscirebbe a provare il concorso morale di molti supporter accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Alla coferenza stampa di stamattina ha partecipato pure l'avvocato Giuseppe Lipera, legale del 18enne Antonino Speziale, accusato dell'omicidio Raciti. Il legale ha detto che la perizia spiega scientificamente tutto ciò che lo studio Lipera aveva già anticipato in passato.
17 marzo 2008