Operacion Puerto, gli avvocati di Scarponi chiedono una pena lieve
E' durata 45 minuti l'udienza di Michele Scarponi davanti alla Commissione disciplinare della Federciclismo italiana. Per il corridore dell'Acqua&Sapone, coinvolto nel caso relativo all'Operacion Puerto per i presunti rapporti col medico spagnolo Eufemiano Fuentes, la procura antidoping del Coni ha chiesto una squalifica di 18 mesi, sei in meno rispetto alla pena massima. La difesa ha ribattuto chiedendo uno sconto di 12 mesi sui 24 previsti dai regolamenti.
Gli avvocati di Scarponi hanno ricordato davanti ai giudici della disciplinare come il loro assistito abbia ammesso le proprie responsabilità e, soprattutto, abbia fornito una collaborazione piena agli inquirenti.
Collaborazione che si sarebbe concretizzata nel contributo di Scarponi all'identificazione del ruolo dell'ex dirigente Alessandro Kalc, il cui nome era apparso nel noto fax di Fuentes (quello in cui c'era anche il nome di Scarponi). Scarponi ha peraltro raccontato il suo approccio con l'autoemotrasfusione, la pratica proibita in cui Fuentes era specializzato. Anche lui però, come Ivan Basso, non avrebbe successivamente utilizzato il sangue "trattato".
Secondo gli inquirenti del Coni, che pure hanno ammesso che la figura di Kalc è stata definita grazie a lui, la collaborazione di Scarponi è tuttavia parziale, per le troppe omissioni nel racconto.Il collegio giudicante, presieduto da Vincenzo Ioffredi, sarà chiamato a districarsi per arrivare alla sentenza.
13 luglio 2007