Operacion Puerto, la procura antidoping del Coni chiede 2 anni per Valverde È Italia-Spagna, anche se in palio non c'è un trofeo né l'onore, bensì due anni di carriera di Alejandro Valverde. O meglio: Valv-Piti. Questo, secondo la procura antidoping del Coniche ieri ha chiesto 24 mesi di squalifica, il nome in codice del campione iberico nelle liste del dottor Eufemiano Fuentes, fulcro della Operacion Puerto. Per gli 007 italiani non c'è dubbio (si parla di “certezza” del reato): il corridore iberico ha violato l'articolo 2.2 del codice Wada, l'agenzia mondiale antidoping, che fa riferimento "all'uso o al tentato uso di sostanze e metodi vietati". Le prove sono tutte in un campione di sangue prelevato a Valverde in occasione di un regolare controllo effettuato lo scorso 21 luglio in occasione della tappa italiana del Tour de France, quella di Prato Nevoso.
Il dna del plasma prelevato sarebbe corrispondente a quello contenuto in una sacca sequestrata in Spagna durante l'Operacion Puerto. A decidere ora sarà il Tribunale Nazionale Antidoping, con l’Unione Ciclistica Internazionale che resta alla finestra. «Sono sorpreso e indignato per la decisione presa dal Coni di continuare il procedimento per fatti che non ho commesso - ha fatto sapere Valverde tramite una nota - il Coni pretende di mantenere una competenza che non ha per giudicare questi fatti. Allo stesso tempo presenta argomenti completamente erronei, agendo in maniera illegale».
1 aprile 2009
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