Operacion Puerto, Valverde squalificato per due anni dal Tribunale Antidoping del Coni Il Tribunale nazionale antidoping del Coni ha sospeso per due anni il ciclista spagnolo Alejandro Valverde che così non potrà gareggiare in Italia. Il corridore iberico rischia ora di dover saltare anche il Tour de France 2009, il cui percorso prevede lo sconfinamento nel nostro paese.
La squalifica a Valverde, se non sarà estesa al resto del mondo da organismi internazionali, sarà valida soltanto in Italia. «Non si tratta di una squalifica, ma di una inibizione. Valverde per due anni non potrà venire in Italia per gareggiare, e non potrà essere tesserato per federazioni o società sportive italiane», così il capo della procura antidoping del Coni, Ettore Torri, ha spiegato la sanzione emessa dal Tribunale Nazionale Antidoping (Tna).
Il responsabile dell'antidoping del Coni, Marco Arpino, ha illustrato il procedimento con il quale il Dna proveniente dal campione del controllo antidoping a Valverde nella tappa di Prato Nevoso del Tour de France, in territorio italiano, ha consentito di identificare la sacca di sangue n. 18 trovata nel sequestro della Guardia Civil nel laboratorio del dottor Eufemiano Fuentes, il medico al centro dell'Operacion Puerto. «Il Coni - ha detto Arpino- ha potuto lavorare su fonti di prova fornite dalla Procura della Repubblica di Roma. L'autorità spagnola ha autorizzato la Procura della Repubblica di Roma a prelevare campioni di sangue dalla sacca ed è stata la Procura della Repubblica stessa a chiedere la collaborazione di due "professionalità" del Coni: successivamente l'analisi è stata eseguita presso un laboratorio di polizia giudiziaria. In questo modo è stato assicurato che i campioni prelevati fossero utilizzabili sia ai fini del procedimento giudiziario, che è una cosa distinta e separata (Valverde ha ricevuto un avviso di garanzia, ndr), sia ai fini sportivi, in quanto per questi ultimi la Wada richiede che ci sia una precisa catena di controllo».
La decisione di inibire Valverde per due anni è stata presa dopo un procedimento durato circa due ore e mezzo. Il dibattimento e la camera di consiglio sono state però relativamente brevi, perché le eccezioni della difesa (assente Valverde, per il corridore c'erano il manager Antonio Sanchez, gli avvocati Federico Cecconi, Josè Rodriguez Garcia e Francisco Fernandez Maestre) hanno rallentato il tutto. Sono state respinte le tre eccezioni sulla incompetenza di giurisdizione del Coni, sul fatto che la Procura antidoping abbia presentato delle memorie e sul riconoscimento dell'Uci e della Wada come parti nel procedimento. L'Unione ciclistica internazionale e l'Agenzia mondiale antidoping sono state infatti rappresentate in udienza rispettivamente dal dottor Mario Zorzoli, coordinatore della commissione medica, e dall'avvocato Maria Sardelli.
11 maggio 2009
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