Pantanelli e Falsini non indagati per scommesse? La realtà è diversa
Riportiamo, di seguito, un articolo pubblicato da La Sicilia che chiarisce la posizione dei giocatori Falsini e Pantanelli nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Siracusa su un giro di scommesse che coinvolgerebbero la squadra di calcio del Catania. Ieri l'avvocato difensore dei due calciatori, Mattia Grassani, aveva annunciato che Falsini e Pantanelli non erano indagati. La realtà però sembra diversa: la procura di fatto non ha risposto né in modo affermativo né in modo negativo alla richiesta fatta da Grassani sul coinvolgimento dei due giocatori.
"Art. 110 bis. Richiesta di comunicazione delle iscrizioni. 1. Quando vi è richiesta di comunicazione delle iscrizioni contenute nel registro delle notizie di reato a norma dell'art. 335, comma 3, del codice, la segreteria della procura della Repubblica, se la risposta è positiva e non sussistono gli impedimenti a rispondere di cui all'art. 335, commi 3 e 3 bis del codice, fornisce le informazioni richieste precedute dalla formula: Risultano le seguenti iscrizioni suscettibili di comunicazione. In caso contrario risponde con la formula: Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione".
Letto o interpretato in maniera inesatta, questo articoletto del codice di procedura penale che racchiude la verità vera sulla comunicazione fatta ieri mattina dalla Procura della Repubblica di Siracusa all'avvocato Mattia Grassani, ha scatenato un paio d'ore di polemiche e di equivoci. Perché l'avvocato dei calciatori Pantanelli e Falsini, su cui sarebbero in corso accertamenti in merito ad un presunto giro di scommesse fatte nel mondo del calcio, ha interpretato la "non comunicazione di iscrizione nel registro degli indagati", come la conferma che i due calciatori non sono sottoposti ad alcuna indagine. Da quella lettura ad una serie di dichiarazioni dell'avvocato che riteneva chiusa la vicenda per i suoi assistiti annunciando una serie di denunce e querele.
Il tutto sulla scorta del comunicato della Procura che, a quel punto, è stato costretta suo malgrado, ad intervenire con un secca smentita. "Alla Procura di Siracusa non risultano iscrizioni nel registro degli indagati suscettibili di comunicazioni per Armando Pantanelli e Gianluca Falsini, e questo vuol dire: o che non sono indagati o che il fascicolo, per sicurezza nelle indagini, è stato secretato".
Lo ha spiegato all'Ansa il sostituto procuratore Maurizio Musco, titolare dell'inchiesta, senza però volere poi rivelare quale delle due ipotesi è la ricorrente. Il sostituto Musco ha quindi dovuto precisare (Ansa ore 17,22) di "smentire quanto riportato dall'avvocato Grassani, nei termini esposti dal legale" e nella nota diffusa dal legale. Da questo momento cala del tutto la blindatura con l'annuncio della "eventuale secretazione degli atti" su un'indagine che anche ieri, al di là di questo gigantesco equivoco, chiamiamolo così, non si è fermata.
Perché proprio nel pomeriggio, mentre i giornalisti aspettavano davanti al Palazzo di Giustizia di avere delucidazioni dai magistrati (che si sono limitati a quei comunicati dettati all'Ansa) negli uffici della Procura è stato ascoltato il presidente del Catania, Nino Pulvirenti. Visto entrare al Tribunale intorno alle 16 ed uscito qualche ora dopo. Con la bocca cucita, lui come tutti gli altri.
Da questo momento sull'inchiesta, solo silenzio, con un'ultima saggia nota del Capo della Procura, il dott. Roberto Campisi: "Decideremo noi se e quando sarà il caso di fornire notizie ufficiali sulle indagini. Per il momento abbiamo la necessità di lavorare nella più assoluta tranquillità e nel totale riserbo".
13 settembre 2007